L’assenza di un rivale credibile per Nicolò Bulega fa bene alla Superbike?
Sei gare, sei vittorie. Questo il ragguardevole bilancio di Nicolò Bulega nel principio del Mondiale Superbike 2026, che questa settimana ripartirà da Assen. Va rimarcato come i rivali deposti dall’emiliano siano stati differenti tra Phillip Island, dove si è disputata la prima tappa, e Portimao, in cui è andato in scena il secondo round.
In Australia, il centauro Ducati ha superato la concorrenza di Yari Montella e Axel Bassani. In Portogallo ha dovuto vedersela con Iker Lecuona e Miguel Oliveira. Ne consegue che il #11 abbia praticamente già doppiato tutti gli avversari nella classifica iridata, da lui comandata a punteggio pieno (124) con 56 lunghezze di vantaggio sul già citato spagnolo e compagno di box.
Insomma, i presupposti sono quelli di assistere a una cavalcata trionfale. D’altronde, nell’ultimo biennio, Bulega era abituato a spartirsi le vittorie con Toprak Razgatlioglu. Il passaggio del turco in MotoGP ha, di fatto, lasciato campo libero all’italiano. Ovviamente, la domanda contenuta nel titolo del presente articolo è retorica, perché la risposta è negativa.
Nessun dominio, nessun monopolio, fa il bene di una categoria. La prevedibilità fa venir meno lo scopo primario dello sport, ossia intrattenere. Se si ode un monologo, anziché un dibattito, esso può essere interessante quanto si vuole, ma alla lunga sentire sempre la stessa voce stanca. Se manca incertezza, manca aspettativa. Lo zoccolo duro degli appassionati rimane, ma tanti altri spariscono perché disinteressati a uno spettacolo che tale non è.
Il dominio assoluto farebbe male allo stesso Bulega, sia chiaro. Spadroneggiando, non avrebbe bisogno di tenere alta la proverbiale asticella prestazionale. Con il margine di cui è dotato, si può permettere di vivere di rendita. La sfida con Razgatlioglu aiutava a entrambi a migliorarsi e ha nobilitato i titoli del turco (soprattutto il secondo). Se c’è un avversario tosto da battere, il successo vale di più.
Dunque, vedremo come evolverà la stagione 2026. Lecuona od Oliveira saranno in grado di lanciare il guanto di sfida al ventiseienne emiliano, che tanti considerano già il Campione del Mondo in pectore? Eventualmente, l’autorità sportiva superiore potrebbe arrivare dall’alto e modificare i rapporti di forza tramite il proverbiale Balance of Performance…

