Kamil Rychlicki: “Torno in Italia, mi manca tutto. Ho scelto l’azzurro per inseguire il sogno olimpico”
Con i piedi in Polonia, ma con il cuore sempre in Italia. Dopo aver vinto lo scudetto con Trentino ed il titolo iridato con la Nazionale azzurra, Kamil Rychlicki sta vivendo una nuova esperienza tra le fila dello ZAKSA Kędzierzyn-Koźle. Un impatto subito positivo con la squadra polacca per il lussemburghese naturalizzato italiano, abile a chiudere la regular season come migliore realizzatore. Il giocatore, intercettato dai microfoni di Volley Night – trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport condotta da Simona Bastiani con la partecipazione di Paolo Cozzi e Laura Partenio – il giocatore ha svelato qualche retroscena sulla sua esperienza lontano dal nostro Paese, raccontando anche alcuni retroscena di una carriera di altissimo livello.
In primo luogo, l’azzurro ha commentato le ultime partite con il suo nuovo team: “Le ultime partite sono andate molto bene, siamo riusciti ad entrare nei play-off. Per tutta la stagione siamo stati noni, ma ce l’abbiamo fatta. Speriamo di fare una bella serie contro Zawiercie, che ha giocato anche contro la Lube. Pensavo che la Lube dopo la vittoria contro Trento riuscisse a girare un po’ la stagione, ma stanno comunque combattendo. Mi manca tanto l’Italia: qui manca poco alla fine della stagione, speriamo di finire bene. Poi tornerò. Mi manca tutto: la gente, il cibo, il sole”.
Nei primi anni del suo cammino nel volley, Kamil giocava in un ruolo diverso, ovvero da schiacciatore, prima di consacrarsi come opposto: “Facevo fatica a scegliere, non volevo diventare opposto, mi sentivo bene come schiacciature perché in quel ruolo sei sempre nel gioco. Però a Ravenna serviva un buon opposto, Argenta era infortunato. Questo mi ha spinto ad aiutare la squadra. In realtà anche negli anni successivi nella mia testa ancora il cambiamento non era arrivato al 100%. Con il tempo mi sono abituato, adesso mi trovo molto bene. Cosa deve cambiare a livello di mentalità? Da piccolo ero schiacciatore e sognavo di essere schiacciatore. I miei idoli erano tutti schiacciatori. Il ruolo lo sentivo mio, per me era il più importante. Sentivo la responsabilità, o meglio di voler avere questa responsabilità, ma anche l’opposto ha i suoi doveri. I centrali comandano? Quando sono sul campo sì. Gli opposti ora rientrano in ricezione, la pallavolo è cambiata moltissimo negli ultimi anni, adesso è molto più tecnica”.
Per lungo tempo, il giocatore non ha potuto prendere parte agli impegni con la Nazionale (il suo debutto è datato 2022), in quanto ancora non naturalizzato. Questo ha portato Rychlicki a preservare il suo corpo, considerato la mancanza di impegni estivi: “Giocare tutto l’anno cambia tanto, il corpo umano ha dei limiti. Arrivano degli infortuni dovuti proprio a tutti questi tornei no stop. A me però faceva male vedere le partite d’estate perché sapevo di avere il livello per poter giocare, non avevo solo la possibilità”.
Più di quindici anni di carriera alle spalle per l’opposto. Ma quali sono stati i momenti più significativi? “Uno è sicuramente la Champions League con Trento. Era un titolo che mi mancava, fu una stagione difficile, io ebbi problemi fisici. Le stagione più importante? Direi tutte, ma la prima alla Lube mi ha fatto capire ed imparare tante cose”. Non è mancato poi un commento sui tanti cambi regolamentari previsti in tempi imminenti: “Non ricordo tutti i cambi, ho visto tante cose anche nei palleggi e nell’attacco. Una regola strana è quella che se la palla tocca il soffitto può rimanere in gioco, soprattutto perché nella VNL con la Nazionale giochiamo in dei palazzetti alti, quindi non capisco perché abbiano pensato a questo. Succederà una volta e forse succederà un casino perché nessuno saprà cosa fare. Ci sta provare nuove regole e nuove idee, da capire come verranno applicate”.
Il pallavolista ha poi spiegato le differenze tra il Campionato polacco e quello italiano: “A livello di allenamenti è molto simile. Ci allena Giani, che è un italiano, la gestione è quasi identica. Sicuramente le trasferte sono diverse in Polonia. Sono più lunghe. In Italia si fa prima una sessione di allenamento, poi si parte. Qui invece si parte la mattina del giorno prima, poi arrivi lì e ti alleni lì al palazzetto. Non è una cosa facile. Tutti i viaggi sono in pullman, anche gli orari delle partite sono strani per via dei diritti televisivi, tutti i match sono in diretta. Puoi giocare alle 20:30, poi fare un viaggio di otto ore ed arrivi a casa la mattina. Perché non ci sono i voli aerei? Credo perché sia più facile organizzarsi con il pullman, poi costa di meno. Prima pensavo che quattro o cinque ore fossero troppe, ora ho cambiato idea. Il pubblico qui è più tranquillo. I palazzetti sono pieni, ma gli spettatori no, ti danno la stessa carica che abbiamo in Italia, non si sentono quasi”.
Kamil ha poi rivelato il suo sogno più grande, l’oro olimpico: “Sognavo spesso questa possibilità, ma da quando ho giocato come professionista ho sempre capito che non era possibile, visto che in Lussemburgo mancava il livello. Negli ultimi anni ho trovato un certa motivazione per arrivare a raggiungere questo sogno. Chi voglio rivedere per primo come compagno di Nazionale? Il primo è Gargiulo, ho visto che ha un nuovo taglio di capelli”.
CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA COMPLETA A KAMIL RYCHLICKI

