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Jannik Sinner ammette: “Comincio a sentire un po’ di stanchezza, cerco di capire dove posso arrivare”

Jannik Sinner continua la sua corsa trionfale al Masters 1000 di Madrid, piegando lo spagnolo Rafael Jodar con il punteggio di 6-2, 7-6 (0) e staccando il pass per la semifinale. Un successo tutt’altro che banale, maturato tra un primo set dominato e un secondo parziale estremamente combattuto, in cui l’azzurro ha dovuto attingere a tutta la propria solidità mentale e tecnica.

Dopo un avvio equilibrato, Sinner ha cambiato marcia nel primo set, infilando cinque game consecutivi dal 2-1 per Jodar – annullando anche due palle break – e chiudendo 6-2 in 44 minuti. Più complesso il secondo set, dove l’altoatesino ha cancellato ben cinque palle break (due nel sesto game e tre nell’ottavo) e non ha sfruttato tre occasioni sul 5-4 in risposta. Inevitabile il tie-break, dominato però dall’italiano. Con questa vittoria arrivano la 21ª affermazione consecutiva e la 17ª semifinale in carriera in un Masters 1000, completando così la presenza tra i migliori quattro in tutti e nove i tornei della categoria.

In conferenza stampa, Sinner ha voluto innanzitutto rendere merito al suo avversario: “Guarda, penso che sia un giocatore che è stato classificato molto, molto in alto all’inizio della stagione e che ha giocato un tennis incredibile: la vittoria a Marrakech, la finale a Barcellona, arrivare qui e raggiungere i quarti… è già un giocatore molto solido e credo abbia dimostrato il perché. Stiamo giocando un tennis di altissimo livello“.

L’azzurro ha poi allargato lo sguardo al panorama emergente: “Penso che ora, soprattutto in questo torneo, stiano emergendo molti giocatori giovani. Non possiamo dimenticare anche Blockx, per esempio: non è sotto i riflettori, ma è un giocatore incredibile. Sai, tutti stanno migliorando, quindi bisogna sempre restare nel presente“.

Sulla partita, l’azzurro ha evidenziato le difficoltà incontrate soprattutto nel secondo set: “Ovviamente c’era pressione, perché prima del match ero il favorito. Ma allo stesso tempo bisogna gestire la pressione nel modo giusto. L’atmosfera è stata molto corretta: sostenevano Rafael, ma in maniera molto leale, ed è qualcosa che apprezzo davvero dei tifosi“. E ancora: “Nei momenti cruciali ho avuto un po’ più esperienza di lui, ma è stata una buona partita“.

Determinante anche la capacità di adattarsi alle condizioni: “Con il tetto chiuso le condizioni erano diverse, più umide, e il campo sembrava più lento. La partita è diventata più fisica. Cercavo solo di andare avanti: quando vinci il primo set, punti sempre a chiudere in due“. Non è mancata un’analisi tecnica: “Ho fatto un buon aggiustamento avvicinandomi alla posizione di risposta sul 5-5: mi ha dato una prospettiva diversa sul suo servizio“.

Il numero uno del mondo ha ammesso anche un certo affaticamento dopo settimane intense: “Sto iniziando anche a sentire un po’ di stanchezza, ma allo stesso tempo cerco di recuperare il più possibile e poi vedremo come andrà dalla semifinale in poi“. Un tema su cui è tornato con lucidità: “Ho giocato molto negli ultimi uno-due mesi e ho avuto pochi giorni di riposo. Allo stesso tempo cerco di spingermi al limite per vedere dove posso arrivare. Non è mai facile“.

Nonostante tutto, la gestione mentale resta un punto di forza: “Ogni giorno è diverso: ti senti in modo diverso, a volte hai qualche dolore, sei stanco, nervoso, senti più pressione — ed è tutto normale. Cerco di gestire tutto in modo positivo e continuare a spingere“.

Ai microfoni di Sky Sport, Sinner ha sottolineato: “Sui punti importanti sono stato anche un po’ fortunato e ho usato l’esperienza. Avevo tanta pressione, sono riuscito a gestirla“. E sul bilancio complessivo: “È stata una grande partita: ho trovato il modo di vincere“.

Infine, uno sguardo al percorso e alla semifinale imminente: “Un’ottima giornata, la cosa importante è recuperare. Ho dato tanto nell’ultimo mese e mezzo, sono contento di essere dove sono“. Ora lo attende il vincente della sfida tra il francese Arthur Fils e il ceco Jiri Lehecka, con l’obiettivo di continuare una striscia vincente che non sembra conoscere ostacoli.

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