Notizie

Sara Curtis e Lisa Angiolini: età diverse, ma stesse grandi prospettive. E Cerasuolo incanta nei 100 rana

La seconda giornata degli Assoluti di Riccione ha cambiato il volto della manifestazione. Dopo un avvio prudente, è arrivata una risposta forte, netta, soprattutto dal settore femminile, che ha messo in mostra qualità tecnica, profondità e prospettiva internazionale. Due record italiani, ma soprattutto due prestazioni che raccontano molto più dei numeri: raccontano due percorsi diversi che convergono verso lo stesso obiettivo, quello di essere protagoniste agli Europei di Parigi.

Sara Curtis e Lisa Angiolini rappresentano due momenti opposti della carriera, ma anche due esempi di come si costruisce l’eccellenza. La prima è nel pieno della crescita, la seconda ha trovato una nuova dimensione attraverso la consapevolezza. Il risultato, però, è lo stesso: prestazioni di livello mondiale. Partendo da Sara Curtis, il dato cronometrico è solo la superficie. Ciò che colpisce è la struttura tecnica della sua gara. Nei 50 metri, spesso ridotti a una questione di pura velocità, Curtis ha mostrato qualcosa in più: controllo dell’assetto, qualità della subacquea e una fase nuotata estremamente efficace.

Il suo 27”33 non è solo veloce, è costruito con margine. Ed è questo l’aspetto più interessante: la sensazione è che il tempo sia arrivato senza una gara perfetta, con dettagli ancora migliorabili, soprattutto nella gestione dell’arrivo e nella continuità della spinta negli ultimi metri. In chiave internazionale, questo significa una cosa precisa: non è ancora al limite. Curtis oggi è già competitiva a livello mondiale, ma soprattutto ha spazio per crescere. E questo, in un contesto come quello europeo, può fare la differenza tra una finale e una medaglia.

Se Curtis è l’immagine del talento in evoluzione, Lisa Angiolini è invece l’esempio di una maturità tecnica finalmente esplosa. La sua prova nei 200 rana è stata una dimostrazione di gestione totale della distanza, forse l’aspetto più difficile da padroneggiare nella specialità. La rana lunga non perdona: richiede equilibrio tra efficienza tecnica, distribuzione dello sforzo e capacità di mantenere velocità nella seconda metà di gara. Ed è proprio qui che Angiolini ha fatto il salto di qualità. Il suo 2’22”28 nasce da una gara senza cedimenti, costruita su un ritmo sostenuto ma controllato, con una seconda parte praticamente allo stesso livello della prima.

Negli ultimi anni Angiolini aveva spesso trovato risultati importanti nei 100, ma nei 200 mancava quella continuità interna alla gara che oggi invece appare evidente. Questo cambio di paradigma è fondamentale: significa che il lavoro svolto in allenamento ha finalmente trovato una traduzione stabile in competizione. Il dato del ranking mondiale è importante, ma lo è ancora di più la sensazione che questa prestazione non sia episodica, bensì il punto di arrivo di un percorso tecnico ben definito. In prospettiva europea, Angiolini non è solo una finalista potenziale, ma una realtà in grado di giocarsi qualcosa di importante.

Accanto a queste due prestazioni, la prova di Simone Cerasuolo rappresenta forse il segnale più interessante sul piano evolutivo del settore maschile. Il suo 58”82 nei 100 rana non è soltanto un grande tempo: è un cambio di identità. Fino a oggi, Cerasuolo era considerato principalmente un interprete dei 50 metri, capace di esprimere potenza pura ma meno continuo sulla distanza doppia. La gara di Riccione racconta invece altro: una gestione molto più matura, soprattutto nella seconda vasca.

Il passaggio forte era atteso, ma ciò che ha sorpreso è stata la capacità di non perdere efficienza nel ritorno, mantenendo ampiezza e frequenza anche quando gli altri iniziavano a calare. Questo significa una cosa molto chiara: Cerasuolo ha migliorato la sua resistenza alla velocità, elemento chiave per competere nei 100 a livello internazionale. Dal punto di vista tecnico, la sua nuotata appare più stabile, meno dispendiosa, con una migliore connessione tra fase subacquea e nuotata. Sono dettagli che, su questa distanza, fanno la differenza tra un buon tempo e una prestazione di livello mondiale.

Il risultato è un atleta che oggi può pensare concretamente a una doppia dimensione, 50 e 100, ampliando le sue possibilità anche in ottica di grandi eventi. E in un contesto azzurro privo di alcuni riferimenti, questo lo proietta come punto centrale della rana italiana verso Parigi.

Comments

Комментарии для сайта Cackle
Загрузка...

More news:

Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record

Read on Sportsweek.org:

Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Met: Argento e record italiano di Simone Ciulli
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record
Oasport: Nuoto paralimpico: Super-Italia a Berlino! Morlacchi, medaglie e record

Altri sport

Sponsored