Stefano Domenicali sull’avvio di stagione: “Momento straordinario per la F1. Sul nuovo regolamento tecnico…”
Mentre siamo ancora nel bel mezzo della lunga sosta (non voluta) del mese di aprile per quanto riguarda il Mondiale 2026, molto bolle in pentola per quanto riguarda la Formula Uno. Momento ideale per ascoltare le parole del CEO della massima categoria del motorsport, Stefano Domenicali, tra presente, futuro, regolamenti e analisi su un movimento che sta vivendo una vera e propria “golden era”.
“Lo stato del campionato, lo stato della Formula 1 è fantastico, è straordinario. Non siamo mai stati in una posizione così incredibile. E il motivo per cui lo dico è che, se non fossimo in questa posizione oggi, la situazione attuale che dobbiamo affrontare sarebbe vista in modo totalmente diverso, con dei grandi punti interrogativi, con dei grandi dubbi che invece oggi non ci sono sul tavolo. Ovviamente dobbiamo gestire la situazione politica che abbiamo davanti, ma la stiamo gestendo nel modo corretto, senza panico, con basi solide, pronti ad avere diverse opzioni a seconda di come evolverà il mondo, sapendo che tutto l’ecosistema ripone fiducia nelle decisioni che stiamo prendendo. Ed è una cosa grandiosa. Non c’è nulla di scontato, a nessun livello”. (Fonte: Motorsport.com).
Le prime tre gare della stagione, tuttavia, hanno fatto emergere notevoli polemiche dal punto di vista del nuovo regolamento tecnico: “Credo sia importante ricordare perché abbiamo cambiato il regolamento insieme, come ecosistema. Non dobbiamo dimenticare che la governance dello sport non appartiene a una sola delle parti: è la FIA, siamo noi, sono i team. Questo regolamento esiste perché cinque anni fa, che ora sembrano cinquanta, i costruttori ritenevano che l’unico modo per progredire e restare coinvolti nel motorsport fosse puntare su una ripartizione al 50-50, con un equilibrio tra l’elettrificazione e il motore termico. Quello è stato il punto di partenza. È per questo che oggi siamo qui a discutere di regolamenti, di aspetti tecnici, che devono essere migliorati, come accade quando c’è qualcosa di completamente nuovo. Ma è completamente nuovo perché il salto non è mai stato così grande”.
Un aspetto importante che è emerso è la mancanza di prestazioni al sabato, ovvero al momento delle qualifiche: “Ci sono critiche legate a certe situazioni che dobbiamo gestire, soprattutto in qualifica perché noi, forse da puristi, consideriamo la qualifica come il momento in cui il pilota deve spingere al massimo, per capire davvero quali siano i limiti fisici della macchina e del pilota stesso. Quella è un’area sulla quale stiamo lavorando in queste settimane, insieme ai piloti e insieme ai team, ovviamente coordinati dalla FIA, per capire quali possano essere gli aggiustamenti senza perdere la direzione corretta che è stata tracciata per le ragioni che ho spiegato in precedenza. Quando parliamo di qualcosa, vedo sempre un grande valore, perché questo genera una discussione costruttiva. Quello che non mi piace sono le persone che amano criticare. Criticare non aiuta nessuno e ha davvero effetto zero. Credo che la discussione che è in corso da molti mesi con la FIA, con i team e ora ancora di più con i piloti, stia andando nella direzione giusta”.
Stefano Domenicali distingue le critiche ricevute: “Da una parte ci sono quelli che si lamentano, dall’altra quelli che la adorano. E la parte più grande della polarizzazione è decisamente quella positiva, non l’altra. Ma, come sempre io ascolto tutto, e penso che valga la pena raccogliere tutte le critiche costruttive che dobbiamo affrontare. I sorpassi? Alcuni dicono che sono artificiali. Ma cosa significa “artificiale”? E la gente ha la memoria corta, perché nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si usavano turbo diversi, velocità diverse, e bisognava risparmiare in gara, altrimenti il serbatoio era troppo piccolo e non arrivavi alla fine. Forse alcune delle persone che criticano hanno la memoria corta. Parlando in generale, la reazione dei tifosi è stata molto positiva”.
Secondo il manager imolese, tuttavia, i piloti rimangono il centro di questo mondo, assieme ai tifosi: “Credo che la nostra conversazione, le mie conversazioni con loro, siano decisamente molto aperte, e sanno che tengo davvero alle loro opinioni. Voglio che siano coinvolti. Ma, naturalmente, a volte c’è una sorta di gioco delle parti da gestire. Se parli con i piloti che stanno davanti, sono sempre molto contenti, perché stanno vincendo, mentre altri possono essere frustrati anche perché amano un modo diverso di correre, cosa che rispetto molto. Ma quello che ho detto loro è: ascoltate, ragazzi, non dimenticate che tutto ciò che stiamo facendo è perché abbiamo fatto la cosa giusta insieme. Quindi siate rispettosi di uno sport che ha dato a tutti noi un’incredibile opportunità di crescere, di guadagnare molti soldi, di sviluppare una personalità nel mondo che, in altri sport che magari amate di più, non vi verrebbe data. Questo ciò che ho detto ai piloti, e credo che sia stato riconosciuto. E penso che la situazione sia davvero molto buona. E più parliamo insieme, meglio è per lo sport, perché loro sono il gioiello dello sport. Quindi dobbiamo proteggere quel gioiello dello sport. Così come loro devono proteggere l’ecosistema in cui si trovano”.

