Amadori: “Percorso accelerato per Seixas, più graduale per Finn. Bambagioni e Bicelli mi hanno stupito”
L’inizio di stagione della Nazionale Italiana Under23 ha offerto segnali decisamente incoraggianti, riportando entusiasmo e risultati attorno al movimento azzurro. Sotto la guida di Marino Amadori, diversi giovani talenti si stanno mettendo in luce, tra conferme attese e nuove sorprese. Nomi come Lorenzo Finn e Riccardo Lorello rappresentano il presente e il futuro di una squadra che punta a crescere con equilibrio. Proprio questo è uno dei compiti principali del commissario tecnico: costruire un percorso equo e formativo, capace di valorizzare ogni atleta, dando a tutti le giuste opportunità per emergere in un contesto sempre più competitivo.
Marino, la cancellazione della Nations Cup U23 quanto ha pesato per il movimento italiano?
“Sicuramente è stata una perdita importante. Per quanto mi riguarda, era uno dei pochi contesti in cui riuscivo davvero a radunare la Nazionale con continuità, permettendoci di lavorare insieme in vista di appuntamenti fondamentali come Europei e Mondiali.”
Come Nazionale parteciperete a Giro NextGen e Tour de l’Avenir?
“Al momento sì. Abbiamo presentato richiesta e la nostra intenzione è quella di esserci, proprio per dare un’opportunità concreta anche a quei ragazzi che, con le rispettive squadre, non avrebbero la possibilità di partecipare a queste corse così importanti.”
Quello che ha fatto Lorenzo Finn è insolito nel ciclismo moderno, soprattutto da campione del mondo. Da tecnico, su quali aspetti pensi che questo anno da U23 gli stia facendo bene?
“Lorenzo sta affrontando un calendario ben strutturato, correndo anche con la squadra World Tour. Credo sia stata la scelta più giusta per accompagnarlo verso il grande salto tra i professionisti. Sta accumulando esperienza nel modo corretto, che sarà fondamentale nei prossimi anni. Inoltre, vincere tra gli Under23 indossando la maglia di Campione del Mondo dà una motivazione enorme: sono soddisfazioni che ti aiutano a superare anche i momenti più difficili, che inevitabilmente arriveranno.”
È innegabile che Finn e Seixas siano sempre stati molto vicini: pensi che i risultati del francese tra i professionisti possano condizionare il giovane italiano?
“Seixas sta seguendo un percorso particolare, molto accelerato, pur avendo qualità straordinarie. Questo però non esclude che tra un paio d’anni anche Lorenzo possa raggiungere lo stesso livello. Sono due atleti con caratteristiche simili, forti sia a cronometro sia in salita, con Seixas forse leggermente più veloce. Le loro strade sono diverse: una più immediata, l’altra più graduale. Bisognerà vedere nel medio periodo chi riuscirà a esprimere il picco più alto, soprattutto nelle corse a tappe.”
Puoi farci qualche nome nuovo tra gli scalatori che potrebbe avvicinarsi a Finn e Pellizzari?
“Finn e Pellizzari hanno un livello davvero alto in salita, e anche Piganzoli è un corridore molto valido. Tra gli Under23 ci sono ragazzi interessanti come Mattia Scalco, Filippo Turconi ed Enea Sambinello. Sono profili da seguire con attenzione, ma serve pazienza: al momento non sono ancora al livello di Finn o Pellizzari.”
Quali tra i ragazzi U23 italiani ti hanno maggiormente stupito in questo avvio di stagione?
“Direi Tommaso Bambagioni e Michele Bicelli, che hanno fatto vedere ottime cose. Sarà interessante valutarli anche al Tour of the Alps, dove correranno con la Nazionale.”
Da chi sarà composta la formazione al TotA?
“La squadra sarà formata da Davide De Cassan, Alessandro Cattani, Tommaso Bambagioni, Leonardo Vesco, Michele Bicelli, Tommaso Quagli e Luca Attolini, con Christian Remelli come prima riserva.”
E da chi invece ti aspettavi di più?
“In generale sono soddisfatto: tutti stanno facendo il loro percorso in maniera positiva. Il GiroNextGen sarà uno snodo importante, una sorta di spartiacque, anche perché il livello sarà molto alto con la presenza di tante squadre forti.”
Pensi che Giaimi, Sierra e Stella stiano facendo il percorso giusto?
“Sì, stanno lavorando bene. Giaimi è un ottimo passista e un grande uomo squadra. Sierra e Stella sono corridori veloci, devono ancora crescere, ma hanno caratteristiche da corridori che devono vincere le corse e imparare a essere protagonisti.”
Perché tanti corridori faticano nel passaggio da U23 a professionisti?
“Non è un passaggio semplice. Il mondo dei professionisti è molto variegato e dipende anche dal tipo di gare che si affrontano. I nostri ragazzi meritano di stare a quel livello, ma poi spetta a loro capire i propri limiti e lavorare per crescere. L’obiettivo è riuscire a ritagliarsi uno spazio e restare stabilmente tra i professionisti.”
Ai Mondiali Finn sarà ancora l’uomo da battere: hai già in mente la squadra?
“Non abbiamo ancora definito tutto. Parleremo con Lorenzo al Tour of the Alps per capire anche le sue motivazioni e il suo programma. Se sarà al via del Mondiale, costruiremo attorno a lui una squadra completa e competitiva sotto tutti i punti di vista.”

