Calcio femminile, Italia in Serbia già con le spalle al muro. Vincere per provare a dare una svolta
Obiettivo vittoria. Terzo impegno per la Nazionale italiana di calcio femminile all’orizzonte nelle qualificazioni ai Mondiali 2027. Dopo la sconfitta contro la Svezia e il pari contro la Danimarca tra le mura amiche, la formazione allenata da Andrea Soncin ha bisogno necessariamente dei tre punti per avere ancora delle opportunità di accesso diretto alla fase finale della rassegna iridata, senza dover passare dalle Forche Caudine del doppio spareggio.
L’impegno ci sarà domani, alle 18:15 a Leskovac, contro la Serbia. Bisogna ritrovare quel successo che comincia a essere un po’ impolverato, ricordando l’affermazione nei quarti di finale degli Europei dell’anno scorso contro la Norvegia. 27 le calciatrici chiamate dal CT: tornata in gruppo a otto mesi di distanza dal raduno di preparazione all’Europeo Aurora Galli, e insieme a lei Margot Shore, Caterina Ambrosi e Agnese Bonfantini.
La Serbia, 33ª nel Ranking FIFA, è reduce dall’ottimo cammino nella scorsa edizione della Nations League, in cui ha chiuso il girone al primo posto davanti alla più quotata Finlandia, guadagnandosi la promozione diretta nella Lega A. Da allora sono arrivate le vittorie nelle amichevoli con Slovenia e Cechia, seguite dal ko in Danimarca e dal prezioso pari con la Svezia nella seconda gara delle qualificazioni mondiali, risultati che confermano le qualità della Nazionale guidata da Lidija Stojkanović. I precedenti con l’Italia risalgono a più di 20 anni fa (all’epoca della confederazione tra Serbia e Montenegro) e sono stati vinti in maniera netta dalle azzurre, che in quattro confronti hanno segnato 23 reti subendone solo una.
“La Serbia ha fatto vedere in entrambe le precedenti partite di avere un’identità di squadra, con idee e calciatrici che giocano in campionati di alto livello. Avremo la massima attenzione per quello che una sfida di questo genere ci può riservare. La nota positiva è che adesso abbiamo tempo a disposizione per gestire meglio gli allenamenti prima della prima partita; abbiamo la possibilità di lavorare e di far recuperare le ragazze che arrivano da lontano“, le parole di Soncin.

