Jannik Sinner a caccia della prima finale a Montecarlo: Zverev è l’ostacolo. Alcaraz sfida l’eroe del Principato
Si intrecciano storie sulla terra rossa del Country Club di Montecarlo. Quattro giocatori si contenderanno l’ambito titolo, il cui atto conclusivo è in programma domani: Jannik Sinner, Alexander Zverev, Carlos Alcaraz e Valentin Vacherot. Per la seconda volta nella storia del torneo, i numeri 1, 2 e 3 del mondo — Alcaraz, Sinner e Zverev — raggiungono questo traguardo da quando esiste il ranking ATP (1973). La prima volta accadde nel 2008, con Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Qualità pura.
Per Sinner si tratta della terza semifinale in quella che è, a tutti gli effetti, una seconda casa: non solo per la residenza — spesso al centro di discussioni in Italia — ma anche per il legame emotivo con il Principato. La motivazione ufficiale della sua partecipazione è chiara: privilegiare la partita rispetto all’allenamento per ottenere, come sottolinea lui stesso, i riscontri più utili in vista di Roma e del Roland Garros.
Certo, sullo sfondo c’è anche la corsa al numero 1 del mondo: se Jannik dovesse vincere e Alcaraz fermarsi, l’avventura monegasca assumerebbe un peso ancora maggiore. L’ostacolo, però, è tutt’altro che semplice. Zverev arriva all’appuntamento dopo incontri che ne hanno temprato lo spirito combattivo, a partire dai successi in tre set contro il cileno Cristian Garin e soprattutto contro il brasiliano João Fonseca.
È vero: Sinner è in striscia aperta da sette vittorie contro il tedesco. Ma qui si gioca sulla terra battuta, un fattore di discontinuità non trascurabile. A rendere il quadro ancora più intrigante c’è il precedente più recente sul rosso, proprio a Montecarlo nel 2022, quando fu Sascha a imporsi. Da allora è cambiato molto, ma la sensazione è che, se esiste una superficie su cui il tedesco preferisce affrontare l’azzurro, questa sia proprio la terra.
Nell’altra semifinale, l’incrocio oppone il talento più brillante del circuito a un inatteso protagonista. Carlitos, nei suoi momenti migliori, incanta come pochi e lo ha dimostrato nel match di ieri contro l’eccentrico Alexander Bublik: appena tre game concessi al kazako e un netto 6-0 nel secondo set a ribadire la superiorità. Lo spagnolo c’è, e punta a difendere il titolo conquistato lo scorso anno, oltre che la vetta del ranking mondiale.
Dall’altra parte della rete, però, c’è la sorpresa. Vacherot non era atteso a questo livello, e invece ha saputo spingersi oltre ogni previsione. Davanti al pubblico di casa, ha confermato che quanto accaduto sei mesi fa a Shanghai non era stato casuale: lì la svolta, qui la consacrazione. Qualunque sia l’esito, entrerà comunque nella top-20 del ranking. Non ci sono precedenti tra i due, e resta da capire se l’atmosfera del Principato saprà regalargli energie extra. Di certo, in questa settimana ha già eliminato due top-10: Lorenzo Musetti e Alex de Minaur.

