Carlos Alcaraz strapazza Bublik e approda in semifinale passeggiando a Montecarlo
L’uno chiama, l’altro risponde. Dopo Jannik Sinner, anche Carlos Alcaraz si avvia senza grandi problemi verso la semifinale del Masters 1000 di Montecarlo. Battuto per 6-3 6-0 Alexander Bublik, in una partita attesa per il reciproco tasso di spettacolo possibile, ma che all’atto pratico si rivela quasi del tutto a senso unico a sfavore del kazako. Per il murciano ora uno tra il monegasco Valentin Vacherot e l’australiano Alex de Minaur.
Nel primo set si comincia già con un paio di errori in situazioni non proprio impossibili di Bublik che regalano ad Alcaraz il break in apertura. Il kazako deve poi faticare non tanto, ma tantissimo per non finire sotto 3-0, annullando non meno di quattro palle break. Di lì, improvvisamente, c’è però il piccolo blackout da parte dello spagnolo, che restituisce il break sul 2-2. Si tratta solo di un attimo, il tempo di lasciar andare Bublik sul 3-2, perché Alcaraz da questo momento in poi diventa inattaccabile, producendo vincenti in quantità (e anche in qualità) per arrivare al 6-3.
Il secondo parziale si trasforma in un autentico monologo da parte di Alcaraz, con Bublik che semplicemente non sa che fare per fare il punto. E, difatti, non riesce più neppure a mettere insieme alcun game. Man mano che aumenta il vantaggio, il murciano inizia anche a divertirsi e a trovare colpi che, spesso, altri neanche riescono a immaginare di fare. Un monologo, questo, che termina dopo un’ora e 3 minuti con un dato a rimarcare ogni cosa: 68% (17/25) di punti vinti con la prima per Alcaraz, 39% (13/33) per Bublik.
Oltre al fatto che questa per Alcaraz è la vittoria numero 300 sul tour (su 367 incontri), il murciano realizza un altro numero particolare: dal 1973, cioè da quando c’è la classifica computerizzata, solo una volta i primi tre del seeding (in questo caso Alcaraz, Sinner e Zverev) erano arrivati al penultimo atto a Montecarlo. Accadde nel 2008: l’ordine era Federer-Nadal-Djokovic.

