L’analisi di Monaco: “Tarlo mentale per Sinner, il tallone d’Achille è lì. Preoccupato dagli episodi del passato”
Jannik Sinner ha raggiunto i quarti di finale del Masters 1000 di Montecarlo 2026, lasciando per strada un set ma battendo comunque il ceco Tomas Machac nonostante un malessere fisico evidenziato nella fase centrale del match. Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultimo appuntamento di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
“Machac ha le armi, i colpi e i momenti per mettere in difficoltà chiunque perché gioca proprio bene a tennis, prende la palla presto, col rovescio è straordinario, col dritto spinge forte ma è molto meno stabile. Quindi in realtà ce l’avrebbe il tennis per mettere in difficoltà. Il problema è che ovviamente si espone a dei rischi molto alti, quindi è abbastanza normale che ci siano questi alti e bassi, soprattutto quando giochi con uno come Sinner che ti copre il campo in quella maniera. Lui entra in campo, come aveva detto un po’ a Miami, con la sensazione che non ce ne sia, cioè lui entra in campo non credendo al fatto di poter vincere, a differenza magari di altri. Poi la partita, molto a causa di questo calo energetico di Jannik, si mette in un’altra maniera, e gioca anche un bel tie-break, però sinceramente un’occasione così andava gestita diversamente. Ti capita dall’altra parte un giocatore che è in evidente difficoltà e all’inizio del terzo, anche a costo di cambiare un po’ il tuo stile di gioco e il tuo progetto, devi rendere la partita dura. Jannik dopo l’1-0 si è trovato 3-1 con un parziale di 12-0. È vero che in quel frangente ha ritrovato la prima che non stava funzionando, però diciamo che a livello di spessore di giocatore lì Machac come minimo non ha capito tanto il momento“, dichiara Monaco.
“Poi da lì chiaramente Jannik è riuscito a ritrovare un po’ di energia, un po’ di umore, un po’ di tranquillità, e ha gestito fino alla fine. Da un lato c’è un tennis anche molto bello però ovviamente abbastanza all-in, e dall’altro c’è un giocatore che comunque per l’avversario spesso rappresenta una cosa insormontabile a prescindere da come gioca, e secondo me questo è stato nel terzo set il limite più grande della partita di Machac. Per quanto riguarda il calo energetico io non ci trovo niente di strano, assolutamente. L’unica cosa che può destare una qualche preoccupazione, che secondo me è ancora una scoria – speriamo sempre più piccola – di quanto successo nei mesi precedenti, è il suo linguaggio del corpo quando arrivano questi momenti. C’è un’evidente preoccupazione che va al di là del calo energetico, lì secondo me si innescano una serie di pensieri e di preoccupazioni che possa succedere il crampo piuttosto che qualcos’altro. Ieri abbiamo avuto purtroppo la prova che evidentemente non è ancora uscito dalla testa di Jannik, anche perché se va normale quel set lì non finisce neanche al tie-break visto che Sinner era un po’ franato nel secondo set. Quindi poi magari il terzo poteva avere un inizio diverso, non lo so. Comunque sono d’accordo che è stato bravo sicuramente a venirne fuori. Cioè lui secondo me, quello che è cambiato rispetto a prima, è che quando ha questi momenti di panico, conoscendosi e lavorando molto su se stesso, riesce comunque in qualche modo a venirne fuori, che non è poco. Però ci sono questi momenti, purtroppo“, aggiunge la voce tecnica di Eurosport.
Sull’andamento della partita e sul problema fisico di Sinner: “Ci sono stati 164 scambi, non punti, perché ci sono stati dei doppi falli. 162 di questi 164 sono finiti sotto i nove colpi: 90-72 per Jannik nel totale di questi punti. Gli unici due scambi finiti sopra i nove colpi li ha vinti Sinner, ma sono solo 2 su 170. Ecco, magari anche se in condizioni normali è corretto da parte di Machac cercare di accorciare gli scambi, lì magari poteva provare a rendere un po’ più dura fisicamente la partita, invece così è durata due ore alla fine la partita. Però come mai dopo un’ora e poco più c’è questo calo fisico di Sinner? Puoi avere il calo energetico, anche se sei in controllo. Il problema è quanto lui mi sembra che somatizzi, perché comunque sei in pieno controllo, hai di fronte un giocatore che sta giocando alla lotteria e che non pensa mai di batterti, ma così gli fai troppo vedere che sei in difficoltà, glielo fai vedere troppo. E questo è strano nella gestione di Jannik, che passa giustamente per avere la poker face. Evidentemente lì c’è un tallone d’Achille, magari poi non è così grande, però dove lui si preoccupa e si spaventa. Io ormai questa sensazione ce l’ho molto chiara in testa e penso che possa essere un problema, soprattutto avvicinandosi a partite dure sulla terra o a maggior ragione nel tre su cinque. Poi ne viene fuori e questo sicuramente aiuta a mascherare questo tallone d’Achille. Però ieri, contro un giocatore più solido e che muove la palla come per esempio Vacherot, non lo so come fai a venirne fuori“.
“Sono abbastanza convinto che sia una questione molto mentale legata agli episodi in particolare da Griekspoor in poi, o forse addirittura dai problemi all’anca del 2024 io credo che lui si porti dietro in alcuni momenti dei tarli e dei piccoli dubbi che poi lo fanno spaventare. Succede di rado, perché poi succede di rado, se fosse successo ieri per la prima volta probabilmente non ne staremmo neanche parlando, però iniziano a essere un pochino tanti gli episodi e quindi io sono per questa tesi qui, che ci sia una un problema di ordine mentale. Perché non è la preparazione, non è il caldo, non è la fiducia, la partita stava andando via liscia, cioè non c’erano veramente i presupposti. Ogni giorno è diverso e ogni partita è diversa. Quindi lui magari oggi sta benissimo, rulla Aliassime, si presenta fresco alla semifinale con Fonseca o Zverev, riesce a tenere anche scambi lunghi, però diciamo che questi episodi magari da un certo punto di vista aggiungono anche pathos per chi lo segue, però non ci fanno mai stare del tutto tranquilli“, il commento di Monaco.

