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Loveth Omoruyi: “Due stagioni traumatiche a Chieri. In Nazionale e a Vallefoglia ho sentito fiducia”

Loveth Omoruyi è stata l’ospite dell’ultima puntata di Volley Night in onda sul canale Youtube di OA Sport. La schiacciatrice della Megavolley Vallefoglia si è raccontata a 360 gradi tra passato, presente e futuro tra Serie A1 e Nazionale.

La nativa di Lodi ha iniziato il suo racconto, ovviamente, dal fresco trionfo continentale in Challenge Cup. La compagine marchigiana, infatti, ha piegato il Panathinaikos Atene nella finale che ha visto il secondo capitolo in Grecia. Uno 0-3 che ha davvero regalato emozioni a non finire: “Sicuramente un successo molto emozionante. La prima volta in Europa per la Megabox tra l’altro. L’obiettivo è stato raggiunto vincendo in casa loro. Un motivo ulteriore per rendere il tutto più emozionante. Sentire l’ultimo punto con il palazzetto ammutolito è stato speciale”.

Loveth Omoruyi analizza poi il suo percorso ad alti livelli: “Sono reduce da due stagioni traumatiche a Chieri. Due anni difficili, non belli, in tutto e per tutto. Ho avuto difficoltà per diversi motivi. Mi sono subito infortunata e ho vissuto problemi vari. In una situazione simile bisognerebbe rimanere sempre presenti e aiutare la squadra nel migliore dei modi. Bisognerebbe farlo per te stessa e migliorare in quello che puoi. Nel mio caso andare in Nazionale mi ha dato fiducia. Fiducia come ho percepito subito qui a Vallefoglia. Ho potuto subito esprimermi al meglio ed essere me stessa. L’ambiente è speciale e i tifosi ci seguono sempre. L’allenatore? Non lo conoscevo ma mi sono trovata immediatamente bene con lui”.

Nonostante una esperienza già notevole la lodigiana ha solo 23 anni e un attestato di “predestinata” che l’ha sempre seguita: “In realtà quello lo hanno sempre detto gli altri. Io non ho mai pensato a queste cose. Per come sono fatta io è solo il campo che dimostra i fatti. Io do tempo al tempo e procedo nel mio percorso. Mi fa piacere che pensino in questo modo di me, ma sono sempre cose difficili da dimostrare. La perfezione non esiste”.

La schiacciatrice ex Imoco e UYBA come si comporta in allenamento?Io voglio migliorare, ogni giorno. Penso sia fondamentale. Gioco da posto quattro per cui attacco e difendo. Voglio crescere in ogni aspetto. So che forse il mio punto di forza è l’attacco ma tutto è importante”.

I momenti chiave della sua carriera sono chiari nella mente della classe 2002: “Sicuramente arrivare al Club Italia nel 2017 così giovane è stato un punto fondamentale. Ero una delle più piccole ed essere in Serie A è stata una opportunità non di poco conto. Nel complesso, però, ogni anno mi ha dato qualcosa. A Conegliano, per esempio, ho avuto modo di giocare con compagne straordinarie e fortissime dalle quali potevo solo imparare. Ho giocato un anno a Busto Arsizio e ho avuto il mio spazio in campo per dimostrare quello che avevo imparato”.

A livello di risultati, ovviamente, l’oro olimpico di Parigi 2024 non ha paragoni: “Quando, da piccola, pensavo alla mia carriera, non avrei mai potuto pensare ad un traguardo simile. Io ho sempre giocato senza pormi obiettivi particolari o così grandi. Lo facevo sempre per divertimento. Ma, da Conegliano in avanti, ho capito tante cose. In quel caso, per esempio, come affrontare le coppe europee e potevo quindi mettere in pratica quello che avevo imparato. La Nazionale? Non do mai nulla per scontato. C’è sempre grande competizione. Ogni due settimane il CT fa le sue scelte. L’approccio è sempre lo stesso e la competizione è il bello della maglia azzurra”. 

Quali sono i prossimi obiettivi per la schiacciatrice? “Sinceramente non mi aspetto niente di particolare. Intanto voglio chiudere nel migliore dei modi la stagione con Vallefoglia, poi in Nazionale si vedrà. Il prossimo anno? Rimarrò qua senza dubbi. Una giocatrice che ammiro? Myriam Sylla. L’ho sempre guardata come un punto di riferimento. Ha un carattere speciale che forse mi difetta, anche per questo la stimo in maniera particolare”. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI VOLLEY NIGHT

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