Puppo: “Musetti non deve pensare ai punti. Il riferimento di Sinner è Nadal per un aspetto”
Saranno due (Jannik Sinner e Matteo Berrettini) i rappresentanti italiani agli ottavi di finale del Masters 1000 di Montecarlo 2026, dopo le sconfitte rimediate nella giornata di mercoledì da Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli. Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultima puntata di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
“Nel guardare la partita, al di là di come stesse giocando Musetti, ho pensato che fosse un peccato vedere questo match così presto. Sicuramente è stato sfortunato nel pescare subito il giocatore peggiore che gli potesse capitare, ma ho avuto la netta impressione che Vacherot volesse questa vittoria più di quelle che ha ottenuto a Shanghai. Aveva quell’atteggiamento di chi vuole la partita, ed è sorprendente proprio il suo atteggiamento mentale per un giocatore che navigava fino a 7 mesi fa in altre acque. Giochi in casa, hai sicuramente la pressione, ma lui riesce a tramutarla in un aspetto positivo. Vacherot conosce benissimo quei campi. Se non succede nulla di strano, questi due giocatori potranno arrivare al Roland Garros con l’aura di chi viene temuto dagli altri. Erano condizioni che Vacherot sapeva bene come gestire e come sfruttare, inoltre mi ha sorpreso dal punto di vista della mobilità, perché comunque Musetti stava cercando il modo di togliergli il tempo e buttarlo fuori dal campo, ma faceva fatica. Il monegasco riusciva sempre a indovinare dove andava la palla, poi aveva i tempi giusti“, l’analisi di Puppo sul match tra l’azzurro ed il monegasco.
“L’ultimo problema che ha avuto Musetti è all’avambraccio, quindi in quelle condizioni lì anche pensare di andare ad una velocità di crociera come se avesse già giocato 5-6 partite mi sembra difficile. Io non mi sono soffermato troppo sul servizio, alla fine quando entrava la prima provava a comandare. Il problema è che non riusciva a sporcare la palla come è abituato a fare sulla terra, ma perché erano condizioni di gioco molto difficili. Con quell’avversario ed in quelle condizioni tra umidità e palle, non dico che avrebbero perso, ma forse avrebbero fatica anche Alcaraz e Sinner. Dovevi aver già testato quella condizione per avere uno svantaggio minore rispetto ad un giocatore come Vacherot che lì ci sguazza“, prosegue il giornalista di Eurosport.
“Ho visto comunque diverse situazioni in cui Musetti ha sbagliato delle cose che di solito non sbaglia mai. Vacherot si è fatto trovare pronto fisicamente e mentalmente, poi il tennis che ha proposto a Shanghai non è calato successivamente come proposta di gioco. Il tennis lo ha mantenuto e può darsi che possa addirittura migliorarlo. Il suo standard, messe insieme tutte le cose, è sorprendentemente piuttosto alto. Lorenzo non deve pensare troppo ai punti che dovrà difendere e al fatto che scenderà in classifica. Poi magari a Barcellona potrebbe trovare almeno un turno agevole“, dice Puppo.
Sulla maniacalità di Sinner nella preparazione e durante gli allenamenti: “L’idolo di Sinner era Federer. Poi ovviamente per come gioca l’hanno tutti assimilato subito a Djokovic, ma in realtà il suo punto di riferimento – ed è cominciato ad esserlo quando sono andati in Australia e dovevi scegliere il compagno di allenamento, quando è stato tutti quei giorni con lui – è Nadal. Lo ha ribadito non so quante volte. Sinner e Nadal penso siano i giocatori che più di chiunque altro abbiano utilizzato l’aspetto dell’allenamento non tanto per fare riscaldamento, ma sfruttando quel tempo nel migliore dei modi. Da alcuni passaggi delle dichiarazioni Vagnozzi, queste cose sono riemerse. Su certe cose è Sinner che prima di tutti pensa a quello che va fatto, perché ha proprio quella mentalità lì. Poi magari sono stati anche gli incontri giusti con Vagnozzi e poi con Cahill ad aver sviluppato ulteriormente questa sua qualità. Sinner è avanti per quello che fa anche e soprattutto in allenamento“.

