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Simone Bertelli: “L’asta è la specialità dal livello più alto, questo mi spronerà. Sto curando un infortunio”

Simone Bertelli è stato il grande ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, trasmissione di approfondimento sull’atletica leggera condotta da Ferdinando Savarese e trasmessa sul canale Youtube di OA Sport. Il ventunenne torinese rappresenta una delle giovani promesse più interessanti del movimento italiano ed in particolare nella specialità del salto con l’asta, in qualità di campione europeo U23 con il 5.70 firmato la scorsa estate a Bergen.

Bertelli si è già tolto la soddisfazione di debuttare ad un Mondiale assoluto, uscendo in qualificazione a Tokyo con 5.55: “Gareggiare in uno stadio con 60.000 persone che urlano è stato assurdo, e quella è stata sicuramente la cosa più impattante appena entrato. Poi arrivavo da un mesetto abbastanza turbolento perché ho avuto un problema alla schiena e avevo fatto tante infiltrazioni e punture, facevo tutti i giorni il laser, quindi non ero al massimo della forma. Aver tirato fuori comunque un 5.55 in quel contesto mi ha dato grande serenità e stabilità. Sapere di poter competere su quei palcoscenici è stato molto bello. È un’altra atletica rispetto a quella giovanile, sembra proprio un altro sport. È fantastico. Quello stadio poi era pienissimo, c’era tanto rumore ed è stata un’esperienza fantastica. Non vedo l’ora di tornare su questi palcoscenici“.

Sul bilancio della stagione invernale 2026:Rispetto alle gare indoor dell’anno scorso ho saltato in media 20 centimetri in più a gara, quindi ho alzato molto la media e sono stato stabilissimo su quelle misure nonostante qualche piccolo acciacco, perché in una gara ho preso una brutta distorsione che mi sono portato avanti fino ad adesso, infatti la sto ancora curando. Ovviamente nel mese di febbraio non ho potuto farci molto perché c’erano tutte le gare e non potevo perdere tempo con questa caviglia, visto che comunque riuscivo a saltarci sopra fasciandola. Adesso però è arrivato il momento di prendersene cura per non tirarla troppo per le lunghe. Comunque siamo molto soddisfatti di questa stagione indoor. L’unica cosa che è mancata è stata il picco, peccato, perché di solito con una media sul 5.60 poi dovrebbe arrivare qualcosa più alto, ma va bene lo stesso e ci teniamo tutto per le outdoor“.

Nel salto con l’asta conta tutto, però se non sei veloce non salti tanto. Puoi colmare la velocità con la tecnica, però più sei veloce più salti, perché prendi aste più lunghe e più dure, che ti sparano più in alto. Poi ovviamente devi riuscire a tenere una certa velocità allo stacco, tenendo anche d’addome e con tutta la parte acrobatica sopra, quindi la velocità è importantissima. La rincorsa fa il 90% del salto, un po’ come per il saltatore in lungo, ed infatti una delle nostre giornate di allenamento è incentrata proprio su questo. Di solito cambio tre aste in ogni gara. Ho quello con cui entro, che è morbida e serve per fare il salto in sicurezza mettendo la misura, poi ne ho un’altra per le misure successive ed infine ne prendo una terza per fare magari il 5.70, perché mi fa saltare tanto“, spiega il piemontese classe 2004.

Sulla pianificazione delle prossime settimane in vista della stagione outdoor: “Sto curando la distorsione, però non ho problemi ad allenarmi nel frattempo. Fascio la caviglia e non ho nessun problema a saltare. Per quanto riguarda i programmi a livello di gare dovrei fare la prima il 16 maggio qui a Torino in occasione dei CDS regionali, giusto per muovermi un po’ e testarmi, senza cercare misure pazzesche. Da lì poi ci sposteremo, comunque ho già il mio programma di gare e l’obiettivo è quello di arrivare a Birmingham per gli Europei. Il minimo sarebbe 5.82, ma c’è anche il ranking e per quello siamo abbastanza tranquilli. Si lavorerà per fare queste misure più avanti“.

In questo momento l’asta sia la specialità con il livello più alto nell’atletica mondiale. Non penso fosse mai capitato che ad un Campionato del Mondo (indoor, ndr) in tre facessero 6 metri, poi ne abbiamo uno da 6.30 ed un altro da 6.17, quindi il livello è altissimo e purtroppo sono quasi tutti europei, a parte qualcuno, ma tutto ciò mi spronerà a saltare di più“, conclude Bertelli.

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