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Jannik Sinner sottolinea: “Tornare n.1 è meno importante di diventare un giocatore migliore sulla terra”

E’ iniziata in maniera convincente in singolare l’avventura di Jannik Sinner nel Masters1000 di Montecarlo. Il n.2 del mondo ha sconfitto nettamente il francese Ugo Humbert col punteggio di 6-3 6-0, mettendo in mostra una grande consistenza nel proprio tennis, nonostante il poco di adattamento alla superficie.

Sinner, reduce dagli straordinari successi sul cemento negli Stati Uniti (Indian Wells e Miami), ha dato il via alla sua preparazione sulla terra rossa solo giovedì 2 aprile. Il primo test ha dato esiti positivi e negli ottavi di finale affronterà il vincente del confronto tra il ceco Tomas Machac e l’argentino Fancisco Cerundolo. Ai microfoni di Tennis Channel, l’azzurro ha espresso le proprie sensazioni.

Sono davvero molto felice di essere tornato in Europa, soprattutto qui, dove risiedo. Questo rende tutto un po’ diverso, ti fa vedere il tennis da un’altra prospettiva. Sei un po’ più rilassato, arrivi qui conoscendo molto bene il posto. È stata una prestazione davvero solida contro un avversario molto difficile. Mancino, prima partita qui sulla terra battuta: non è semplice. Ma sono molto contento, e ora vediamo cosa succede“, ha dichiarato.

Sinner ha approfondito il tema del poco tempo a disposizione nel passaggio cemento-terra: “Sì, sicuramente un po’ più di tempo sarebbe stato meglio, ma allo stesso tempo è stata una mia scelta giocare qui. Penso che il miglior allenamento sia la partita ufficiale. Sono molto felice di poter giocare almeno un altro match qui e, comunque vada, è un bonus. Mentalmente so che dopo questo torneo avrò qualche giorno libero, che mi aiuterà a recuperare completamente per Madrid, Roma e poi ovviamente Parigi“.

Jannik poi ha commentato il dato impressionante legato alle 18 partite vinte consecutivamente nei Masters1000, con 36 set incamerati in serie: “E’ qualcosa di incredibile. Significa tanto, è una statistica bella da avere. Ma allo stesso tempo, come dico sempre, anche se perdi un set, alla fine la cosa più importante è vincere la partita. Sono felice di mettermi in questa posizione e di essere tornato qui a giocare un grande evento, perché alla fine è un Masters 1000. Alcuni giocatori mancano, sì, ma sono contento di essere qui e spero di poter mostrare un buon tennis“.

Un torneo che potrebbe mettere in palio anche il n.1 del mondo, viste le scadenze in classifica diverse tra l’altoatesino e lo spagnolo Carlos Alcaraz. Il pusterese, però, va oltre: “Penso di arrivare qui sentendomi piuttosto libera. Accetto qualsiasi risultato venga. Non voglio mettermi pressione o altro. Alla fine il numero uno è importante, ma per me è più importante migliorare come giocatrice su questa superficie. Non ho ancora vinto nulla sulla terra, parlando di grandi titoli. L’anno scorso ci sono andato vicino, ma questa è una nuova stagione, un nuovo anno, nuove sensazioni… e vedremo come andrà“.

E in chiusura: “Credo che, se vuoi essere un grande giocatore, devi giocare bene su tutte le superfici. Questa è sicuramente una su cui devo migliorare un po’. E’ anche vero che anno dopo anno sto crescendo, guardando al mio percorso. Quindi la prendiamo con calma. È piacevole giocare qui, ma lo è anche sull’erba e sul cemento. In questo momento sono felice in qualunque contesto. Mi piace avere la possibilità di scendere in campo in salute, ed è la cosa più importante“.

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