Jannik Sinner parte a razzo a Montecarlo: solo 3 game concessi a Humbert
“Too good”. Davvero troppo forte Jannik Sinner in questo esordio nel Masters 1000 di Monte Carlo. Il numero 2 del mondo ha regolato con il punteggio di 6-3 6-0, in appena 65 minuti di gioco, il francese Ugo Humbert (n. 34 ATP). Sul campo Ranieri III è andata in scena una vera lezione di tennis: Humbert ha provato, soprattutto nella fase iniziale del match, ad anticipare le mosse dell’avversario, ma dopo pochi game di assestamento il divario tecnico è emerso in modo netto.
Prosegue così la striscia di set vinti nei tornei “1000” per l’azzurro, che con questo successo raggiunge quota 36: un dato impressionante. Agli ottavi di finale affronterà il vincente della sfida tra l’argentino Francisco Cerúndolo (n. 16 del seeding) e il ceco Tomáš Macháč.
Nel primo set, l’altoatesino impiega quattro game per prendere le misure all’avversario, per poi allungare nel quinto. Le soluzioni in top-spin dal lato destro mettono in evidenza le difficoltà di Humbert nel gestire il rovescio bimane mancino. Il break arriva con naturalezza. Il tennis di Sinner è solido e continuo: sfiora il doppio break nel settimo gioco e lo concretizza nel nono, chiudendo il parziale 6-3 con colpi di grande potenza e profondità.
Nel secondo set, il dominio diventa assoluto. L’azzurro non concede nulla, variando traiettorie, rotazioni e ritmi. Il francese aumenta il numero degli errori non forzati e per Sinner tutto si semplifica. Sul campo si vede un repertorio completo: top-spin, colpi piatti, smorzate e discese a rete. Jannik incanta il pubblico, mentre Humbert è costretto a un ruolo puramente difensivo, come certifica il 6-0 finale.
Le statistiche confermano la superiorità dell’italiano: 62% di prime in campo, con il 91% dei punti vinti (appena due quindici concessi), e il 50% di rendimento con la seconda. Nel complesso, Sinner mette a segno 6 ace, 19 vincenti e 13 errori gratuiti. Dall’altra parte, Humbert si ferma a 6 vincenti e 21 errori non forzati, spesso fuori misura nel tentativo di reggere il ritmo imposto dall’avversario.

