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Stefano Zanini: “30 anni dalla mia Amstel: dormirò nello stesso hotel. Scaroni può crescere, Romele ha la testa giusta”

A quasi trent’anni dal trionfo all’Amstel Gold Race del 1996, Stefano Zanini, raggiunto in Belgio a conclusione del Giro delle Fiandre, ha ripercorso i momenti più significativi della sua carriera: una vittoria iconica, la versatilità nelle grandi Classiche e il passaggio, quasi naturale, al ruolo di direttore sportivo. Oggi, con l’esperienza maturata in gruppo e in ammiraglia, guarda anche al futuro dei giovani corridori e agli obiettivi dell’Astana Qazaqstan Team.

Domenica 19 si correrà l’Amstel Gold Race: tu l’hai vinta nel 1996. È stato l’apice della tua carriera?
“Direi di sì. È stata la prima grande corsa in linea del mio palmarès. Domenica sarò lì a festeggiare con gli amici: sabato pedaleremo insieme e poi la sera andremo all’Hotel Malpertuus per celebrare, visto che trent’anni fa dormivo proprio lì.”

Sei stato sul podio alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre, oltre a entrare nei primi cinque alla Parigi-Roubaix e al Giro di Lombardia. Una versatilità rara: cosa ti è mancato per vincere una Monumento?
“Non saprei esattamente. Sicuramente qualcosa rispetto a chi le ha vinte mi è mancato, ma bisogna anche considerare che correvo in un’epoca con grandi campioni.”

Cosa ha significato per te indossare la Maglia Rosa al Giro d’Italia?
“L’ho indossata solo un giorno in gara, ma due contando il giorno di riposo (ride, ndr). È stato bellissimo: sono momenti che ripagano di tanti sacrifici.”

Subito dopo il ritiro hai iniziato la carriera da direttore sportivo: quando hai capito che sarebbe stata la tua strada?
“È stata una consapevolezza che è cresciuta pian piano durante la carriera. Avrei voluto correre ancora un paio d’anni, ma i team cercavano corridori più giovani: avevo 38 anni e non sono riuscito a trovare un contratto. Peccato, perché secondo me un corridore esperto può fare la differenza. Negli anni successivi lo si è visto con atleti come Tosatto e Bennati, punti di riferimento fondamentali per i giovani.”

Quali sono gli obiettivi per quest’anno dell’Astana Qazaqstan Team?
“Vincere il maggior numero possibile di gare. Abbiamo costruito un calendario mirato per ottenere il massimo risultato in ogni corsa.”

Quali sono le prospettive di Alessandro Romele?
“Sta crescendo molto bene. Già rispetto allo scorso anno ha fatto un salto di qualità importante. Ha iniziato bene la stagione in Australia, grazie anche a un ottimo inverno. È un corridore con margini di crescita, ha la testa giusta e si impegna molto, senza lasciare nulla al caso.”

Christian Scaroni è cresciuto gradualmente: dove può arrivare?
“Sta già dimostrando di poter vincere gare importanti e secondo me può migliorare ancora. È molto pignolo e questa caratteristica lo aiuta tantissimo.”

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