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Giorgio Piola: “Ho notato una cosa sulla Mercedes. Soluzioni innovative per la Ferrari: a Miami più competitiva”

Il GP del Giappone, terzo atto del Mondiale 2026 di Formula 1 svoltosi la scorsa settimana sul tracciato di Suzuka, ha lasciato enormi perplessità e preoccupazioni riguardanti una tematica fondamentale come quella della sicurezza. In attesa della ripresa del Campionato, che tornerà tra un mese per via del conflitto in Medio Oriente, Giorgio Piola ha analizzato tutte le problematiche emerse sul tracciato nipponico in occasione dell’ultimo approfondimento di Motor News, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport condotta da Luca Preti con la partecipazione, oltre che appunto di Piola, anche di Biagio Maglienti.

In prima battuta il giornalista si è detto sollevato della pausa forzata arrivata in F1: “La guerra orribile che sta creando tanti problemi è tornata utile – ha detto Piola – Io sarei stato terrorizzato per la gara di Jeddah, non ci sarebbe stato tempo per studiare qualcosa. Questo mese di pausa sarà utilizzato tantissimo. Il problema è complicato, ci si dovrà scervellare per trovare una quadra. Si parla tanto della batteria, ma se guardi per esempio l’Aston Martin c’è un vano scavato vuoto della scocca dove viene applicata da sotto; i telai sono costruiti a misura fisica. Aumentare le dimensioni della batteria non so come potrà essere possibile. Bisogna porre rimedio. Quanto successo a Suzuka ha fatto scattare l’allarme. Fortuna che la FIA dal 1994 in poi è sempre stata attentissima sulla sicurezza, hanno fatto miracoli nonostante alcune critiche. Per la prima volta questo provvedimento è stato preso senza una tragedia prima. La morte di Senna provocò un lavoro sulla sicurezza che forse non ci sarebbe stato senza quanto successo. Per fortuna ora si correrà ai ripari, la soluzione è complicata. Spero che arriveremo a Miami con qualcosa di decisivo”. 

L’analista ha poi proseguito: “Ridurre il drag sui rettilinei può essere una soluzione? Non è semplice perché le macchine sono state progettate con questa aerodinamica e a Miami ci saranno soluzioni sempre con l’ottica del nuovo regolamento. Credo che dovranno ridurre la percentuale di energia elettrica, bisogna evitare che ci sia una differenza di calo improvviso perché sarebbe inaccettabile in casi come SPA e Montecarlo. I piloti devono guidare in modo non naturale, non ci può essere alcun paragone con i primi turbo con ritardo di potenza per cui si doveva fare tutta la curva in rilascio e utilizzare il motore per il resto del circuito. I piloti finalmente dopo le prime scaramucce, vedi Norris e Verstappen, adesso stanno facendo forza tutti assieme”. 

Piola ha poi ribadito i suoi dubbi circa i possibili interventi sulla batteria: “Bisogna ricordare che queste macchine sono 20 cm più corte; le McLaren ancora di più: hanno dovuto compattare tutto, la batteria è ben delimitata, nell’Aston Martin non entra un capello, da altre parti c’è un margine di soli due cm. L’impossibilità di realizzare batterie più voluminose mi pare sicura”. Poi ha invece mostrato nel dettaglio alcuni dettagli interessanti sulla Mercedes: “Ho fatto il profilo della macchina di Antonelli, per ora lui è un po’ il Sinner dei tifosi italiani. Facendo il profilo e confrontandolo con quello della McLaren ho notato qualcosa di interessante: tutti parlano dei vantaggi della power-unit. Mi sono ritrovato a scoprire una cosa che non avevo enfatizzato a Melbourne: la sospensione anteriore e la placca d’attacco del triangolo superiore. Non c’è un’asola piccola, ma grande. Questa soluzione la Mercedes l’aveva introdotta due anni fa sulla W15 ai testi in Bahrein. Serve perché l’attacco è sbloccato: nei primi due test era stata usata la soluzione con maggiore distanza tra i due triangoli, nel terzo giorno la soluzione minore. Questa Mercedes ha questa modulatoria di poter modificare l’attacco, quindi la gestione dell’antidive. E’ un progetto interessante e bello da vedere”. 

Diverso il discorso per McLaren: “‘E’ un progetto nuovo. Sarà una monoposto che tutti dovranno temere: a Suzuka è arrivata vergine di qualsiasi modifica. A Miami è previsto un pacchetto di evoluzione che proseguirà anche in Canada. Lo faranno anche tutti gli altri: la Ferrari ha presentato soluzioni interessanti e innovative, specie in rapporto al precedente passato. Novità della Rossa? Non è stata portata la Macarena che vedremo probabilmente a Miami, sono state introdotte delle alette modificate con una inclinazione verso il basso, c’è un grande studio aerodinamico, pensiamo al piccolo lap messo nella zona anteriore dell’alo, tutte queste soluzioni servono per ottimizzare il flusso e migliorare l’efficienza della seconda piccola presa sotto l’airbox, e l’altra subito dietro gli scarichi. Questo ulteriore affinamento lavora in sinergia con questo grande studio aerodinamico che denota una evoluzione grande della Ferrari. A Miami sarà più competitiva e con altre soluzioni. Le novità che rappresentano lo sviluppo delle monoposto credo che proseguiranno con i loro piani: sono pianificate da tantissimo tempo. Per eventuali novità di gestione della power-unit ed elettronica servirà che le squadre attendano le decisioni della FIA. Devono lavorare ad un piano di attuazione, sempre tenendo presente il problema sicurezza che impone cambiamenti importanti e spesso immediati.

Piola sarà presente a Miami, e non ha dubbi su quale box porre l’attenzione: “Ferrari e McLaren, indeciso tra i due. Mi aspetto molte novità da parte di entrambi. Penso che porteranno le rivoluzioni più grandi. Ferrari è sempre al primo posto per l’attenzione, in McLaren si percepisce la forza di un team come quello degli anni che furono. Lì vedo un’atmosfera pazzesca, aperta, come quello che ho ritrovato nella vecchia fabbrica ai tempi del proprietario. La Ferrari ha sempre fascino, adoro andare al reparto corse con le vecchie F1 schierate, ma l’atmosfera è più rigida così come in tutte le altre scuderie, eccetto i papaya. Per tantissimi anni è stata l’antagonista della Ferrari”. 

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