MotoGP, Dall’Igna: “Marquez non è al 100%, ma Austin è un campanello d’allarme per Ducati”
I primi tre appuntamenti del Mondiale MotoGP 2026 sono andati in archivio con un bilancio in rosso (Nomen omen) per la Ducati, che si ritrova adesso nel nuovo ruolo di inseguitrice dopo aver dominato la scena nell’ultimo quadriennio. Aprilia ha dettato legge tra Buriram, Goiania e Austin, collezionando tre successi di fila (tutti con Marco Bezzecchi) e portando sempre due piloti sul podio, mentre la casa di Borgo Panigale ha raccolto sin qui una sola affermazione nella Sprint brasiliana con Marc Marquez.
Il fuoriclasse catalano, campione del mondo in carica, è parso però decisamente meno brillante rispetto alla passata stagione non andando oltre la quinta piazza nel contesto favorevole di Austin. Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha fatto il punto della situazione al termine dello scorso weekend di gara in Texas ammettendo le attuali difficoltà della Desmosedici rispetto alla RS-GP di Noale.
“Un GP che riflette i veri valori in pista, una gara poco brillante sviluppatasi in un weekend dai risultati altalenanti per noi, e che dovrà essere interpretato con grande attenzione. Il sabato è iniziato con Di Giannantonio in pole position e con Pecco e Marc dalla seconda fila in griglia. Purtroppo, l’errore di Marc nella Sprint gli è costato una pesante penalità di long lap nella gara principale, imponendogli una significativa perdita di posizioni nei confronti dei suoi diretti inseguitori, che gli ha impedito di lottare per il podio. Come sempre, è stato tenace e determinato, riuscendo a rimontare fino al 5° posto, dando tutto sé stesso con la generosità e il carattere che si addicono a un campione che non si tira mai indietro“, dice Dall’Igna.
“Un Marc, però, non al 100% a causa della caduta del venerdì e con un feeling con la moto ancora incerto, che richiede un assetto da rivedere e che non gli consente di essere il Marc Marquez che conosciamo così bene e dal quale ci aspettiamo tanto. Se a questo aggiungiamo il costante miglioramento dei nostri avversari, direi che la situazione diventa molto chiara. Bagnaia è andato vicino alla vittoria nella Sprint: è stato bello e gratificante vederlo a lungo al comando. Domenica non è partito bene, ma ha recuperato rapidamente con una guida determinata e aggressiva, con una prima metà di gara veloce e sicura. Ha mostrato la grinta giusta di chi vuole essere protagonista, per poi incappare in un netto calo di prestazioni che lo ha portato a perdere progressivamente posizioni, fino a chiudere al 10° posto sotto la bandiera a scacchi“, prosegue l’ingegnere veneto.
“È chiarissimo che dobbiamo lavorare duramente per migliorare e mettere i nostri piloti nelle condizioni di esprimersi al meglio, soprattutto ora che la concorrenza si sta dimostrando così competitiva. Negli USA abbiamo faticato più del previsto: un campanello d’allarme che deve spingerci a tornare alla vittoria, convinti che poi sarà ancora meglio!“, la riflessione finale del capo del progetto tecnico Ducati in un post su Linkedin.

