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Andrea Bargnani attacca Gravina: “Giocavo in NBA ma non ho mai sminuito chi faceva sport da 2.000 € al mese”

Prosegue la serie di prese di posizioni dopo le parole del presidente della FIGC, Gabriel Gravina, al termine del match tra Bosnia e Italia di ieri, che ha sancito la non qualificazione degli Azzurri ai prossimi Mondiali di calcio che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico. Dopo le parole di Irma Testa, Federica Pellegrini e molti altri, ora è la volta di Andrea Bargnani di far sentire la sua opinione.

L’ex prima scelta al Draft 2006 della NBA, che ha vestito le casacche di Toronto Raptors, New York Knicks e Brooklyn Nets, ha postato sul suo profilo Linkedin un messaggio ben chiaro: “‘Gli altri sport sono sport dilettantistici’. Le parole del presidente FIGC, Gabriele Gravina, dopo l’eliminazione di ieri mi hanno colpito. E non riesco a non dirlo. Sul risultato sportivo dei miei colleghi non mi pronuncio, lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch’io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un ‘tritacarne‘. La massima espressione di questo “professionismo” ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l’esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l’esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo? Io ho giocato in NBA, la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul Globo. Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno“.

Il “Mago”, prosegue nel suo messaggio: “Una regola non scritta dello sport, una delle più basilari, dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio. Lo misuri dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Quindi, su questo tema, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2.000 euro alle Fiamme Oro con l’atletica leggera non cambia il livello di professionismo. Anzi, per esperienza diretta, conoscendo tutti i colleghi dei vari sport, chi fa atletica leggera o sci nella maggior parte dei casi si allena molte più ore di una star NBA (ma molte molte), e questo è un fatto. A livello normativo e legislativo ci sono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, certo, ma sono anche figlie di strategie e/o politiche…ed è tutto un altro discorso”.

“Per inciso – conclude – la nostra nazionale di pallavolo, campione del mondo in carica sia maschile che femminile, non sarebbe “professionistica” secondo questa logica. Chiamarli dilettanti richiede un “””coraggio“”” che non ho”. E infatti tra donne e uomini l’Italia del volley si è laureata campione del mondo per due volte la scorsa estate, oltre a diversi altri successi ottenuti anche in campo olimpico e in Nations League. Il problema non è il risultato di ieri sera. Il problema in alcuni casi è chi guida i nostri sport, e con quale spessore/know-how”.

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