Zverev: “Il tennis è cambiato. Non c’è più la differenza di una volta con i top”
Uno degli aspetti maggiormente dibattuti è quello dei cambiamenti del tennis di generazione in generazione ed è evidente che non sport con la racchetta sia già molto diverso rispetto al periodo in cui erano in auge lo svizzero Roger Federer, lo spagnolo Rafel Nadal e il serbo Novak Djokovic. Alexander Zverev, ospite del podcast “Nothing Major” ha parlato delle differenze tra le diverse generazioni nel tennis.
La differenza maggiore del tennis odierno: “La differenza più grande – ha detto il giocatore tedesco – è che il tennis è cambiato. Tutti colpiscono la palla fortissimo. Oggi tutti hanno più o meno lo stesso stile di gioco. Non c’è davvero più la finezza di Roger Federer o il top spin di Rafael Nadal. Carlos Alcaraz ce l’ha un po’, ma tutti gli altri giocano più o meno allo stesso modo“.
Il tennis moderno come un ambiente ad alta intensità e basato sulla potenza. “Sinner gioca molto veloce, colpendo forte. Fritz colpisce forte. Quando gioco bene, colpisco forte. Draper colpisce forte, Rublev colpisce forte. Tutti colpiscono la palla il più forte possibile“.
La cadenza radicalmente diversa nella frequenza delle sorprese: “Penso che i giocatori che sono dalla posizione 15 alla 30 siano migliorati. Prima, difficilmente vedevi in uno Slam un Ferrer perdere contro qualcuno numero 30 al mondo. Non succedeva. Se confronti questo con il panorama attuale, vedi che i risultati sono meno prevedibili e il divario di prestazioni si è ridotto. Ora è diverso. Rublev può perdere contro Cerundolo al Roland Garros. Tommy Paul può battere Casper Ruud. Non c’è più una grande differenza tra i top e gli altri come una volta“.
L’analisi delle fasi decisive dei tornei dello Slam: “Prima, nei quarti di finale di uno Slam, probabilmente avevi sei degli otto migliori giocatori ogni volta. Se più di due o tre mancavano, era una grande sorpresa. Ovvio che anche oggi alcuni giocatori sono costantemente attesi nelle fasi finali. Sinner è una certezza. Alcaraz è una certezza. Novak è una certezza. Direi che anch’io sono più o meno lì“.

