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Allianz Milano, una notte per la storia: con l’Aalst servono due set per alzare la Challenge Cup

Allianz Milano a un passo dalla storia. Mercoledì 1 aprile alle 20.30, all’Allianz Cloud, la formazione di Roberto Piazza ospita i belgi del Lindemans Aalst nel ritorno della finale di Challenge Cup maschile, con in palio un trofeo europeo che per il club meneghino avrebbe un peso enorme. Il successo per 3-0 ottenuto nella gara d’andata in Belgio ha infatti indirizzato con decisione il duello, consegnando a Milano un margine prezioso in vista dell’ultimo atto.

Il quadro della sfida è piuttosto chiaro: Milano vincerebbe la coppa in caso di successo con qualsiasi punteggio, ma anche in caso di sconfitta al tie-break, dunque con il 2-3. Se invece il Lindemans Aalst dovesse imporsi con il punteggio di 3-0 o 3-1, allora sarebbe necessario ricorrere al golden set per assegnare il trofeo. Un dettaglio che obbliga la squadra italiana ad affrontare la partita con grande attenzione, evitando cali di tensione contro un avversario che non ha più nulla da perdere.

Per l’Allianz questa finale rappresenta l’occasione per dare un significato speciale a una stagione che in Superlega si è interrotta nei quarti di finale, con l’eliminazione in quattro partite contro Verona. Proprio per questo la coppa europea diventa un obiettivo ancora più pesante: alzare un trofeo internazionale significherebbe chiudere l’annata con un risultato di prestigio e confermare la crescita di una società ormai stabilmente inserita nel gruppo delle realtà più ambiziose del volley italiano.

Diverso il contesto del Lindemans Aalst, che in patria ha mancato l’accesso ai playoff scudetto, chiudendo al quinto posto la regular season del campionato belga. I fiamminghi sono così stati dirottati nella pool salvezza, dove però hanno reagito con continuità, portandosi in testa con 5 vittorie e 2 sconfitte. Una squadra quindi capace di assorbire la delusione e di ritrovare ritmo, pur partendo ora dalla necessità di un’autentica impresa sul campo di Milano.

Dal punto di vista tecnico, l’andata ha evidenziato con chiarezza i principali riferimenti delle due formazioni. Milano si è affidata alla qualità e alla concretezza dell’opposto Ferre Reggers, autore di 23 punti, ben supportato dallo schiacciatore giapponese Tatsunori Otsuka, molto efficace in attacco e in ricezione. Importante anche il contributo dei centrali e della battuta, fondamentale che ha spesso permesso alla squadra di Piazza di scavare il solco nei momenti chiave. Dall’altra parte, Aalst si aggrappa soprattutto alla forza offensiva di Enrique Rempel, terminale principale, e alla regia di Nuno Marques, senza dimenticare il contributo in posto quattro di Camden Gianni e la solidità complessiva di un gruppo che, pur inferiore tecnicamente, ha mostrato identità e capacità di restare dentro le partite.

Il percorso europeo dell’Allianz Milano è stato autorevole e quasi impeccabile. I lombardi hanno iniziato la loro corsa superando con un doppio 3-0 i macedoni dell’OK Stip, per poi ripetersi contro la Crvena Zvezda, ancora una volta senza concedere set tra andata e ritorno. Nei quarti di finale è arrivata la sfida con i polacchi del Norwid Czestochowa, probabilmente il passaggio più complicato: netto 3-0 in trasferta, poi sconfitta al tie-break in casa, comunque sufficiente per qualificarsi. In semifinale Milano ha alzato di nuovo il livello, eliminando i turchi dell’Altekma grazie al 3-0 interno e al 3-1 in trasferta. Un cammino che racconta di una squadra quasi sempre in controllo, capace di imporsi con continuità e di arrivare alla finale con pieno merito.

Più tortuoso, ma forse anche per questo significativo, il cammino del Lindemans Aalst. I belgi hanno aperto la competizione eliminando il Khilasedichi Baku, poi hanno dovuto soffrire parecchio contro il Bigbank Tartu, passando il turno nonostante la sconfitta per 2-3 in casa dopo il successo dell’andata. Ancora più combattuto il doppio confronto con il PAOK, risolto con due vittorie al tie-break che hanno mostrato carattere e tenuta mentale. In semifinale Aalst ha poi estromesso lo Slovan Bratislava, vincendo sia all’andata sia al ritorno, sempre al quinto set. Insomma, una squadra abituata a lottare e a restare viva anche nei passaggi più complicati, caratteristica che impone prudenza a Milano nonostante il largo vantaggio accumulato.

L’allenatore del Lindemans, squadra dall’età media molto bassa, è Frank Depestele, in passato anche tecnico della nazionale austriaca e al secondo anno sulla panchina dei belgi. L’alzatore viene dagli States ed è Nicholas Slight, 24 anni, prodotto della Grand Canyon University ed arrivato in estate dal campionato tedesco dove giocava nel Helios Grizzlys Giesen. In panchina c0’è il belga Ward Devoghel, 18 anni, arrivato quest’anno dal Topsportschool Vilvoorde. L’opposto titolare è il canadese Henry Rempel, arrivato in estate dalla squadra ceca del Kladno volejbal, al suo fianco in panca c’è il diciottenne Warre Mertens, arrivato in estate dal Topsportschool Vilvoorde.

In banda i titolari sono il 22enne portoghese Nuno Marques, scuola Benfica, approdato in estate dal Nova Technology Lycurgus, squadra olandese e lo statunitense Camden Gianni, 26 anni, anche lui proveniente dalla Grand Canyon University e lo scorso anno in Finlandia con la maglia del Hurrikaani-Loimaa. In panchina ci sono il 18enne Viktor Speltinckx, proveniente dal Topsportschool Vilvoorde e Robbe Van de Velde, 23 annim, arrivato in estate dalla squadra tedesca del SWD Powervolleys Düren.

Al centro i titolari sono il 22enne olandese Beau Wortelboer, arrivato in estate dalla squadra dei Paesi Bassi Orion Stars e il blga Simon Luca Vlahovic, 22 anni, proveniente dal Mladost Ribola Kaštela. In panchina c’è il belga Jasper Verhamme, 22 anni, proveniente dal Decospan Volley Team Menen. Il libero titolare è Mathis Werwimp, 19 anni, al terzo anno all’Aalst e Arwen Van Kerckhove che arriva dal Dakwerken De Vos Denderhoutem.

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