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Sci alpino, l’Italia arruola Mölgg e Blardone come allenatori per risollevare slalom e gigante? Colpo mediatico o realtà?

Lo sci alpino italiano è reduce da una stagione trionfale. Non potrebbe essere definito altrimenti l’inverno 2025-2026, durante il quale sono arrivati ori olimpici, altre medaglie a Cinque cerchi, Coppe di Specialità e successi di prestigio. Peraltro, si comincia a rivedere la luce nello slalom femminile, storico vulnus del settore rosa.

La nota dolente è rappresentata dalle discipline tecniche maschili, dove si è incamerata l’ennesima annata deficitaria. Un unico podio, conseguito da Alex Vinatzer, secondo nel gigante di Beaver Creek, e poco altro. Ormai ci stiamo avvicinando alla spaventosa quota di 200 gare tra slalom e gigante senza affermazioni azzurre. L’ultima tra i rapid gates è stata conseguita da Manfred Mölgg nel gennaio 2017, mentre fra le porte larghe l’Italia non primeggia addirittura da quando Max Blardone trionfò a Crans Montana nel febbraio 2012.

Proprio Mölgg e Blardone sono i cognomi più chiacchierati delle ultime ore. Da diversi giorni si vocifera come il quarantatreenne sudtirolese possa assumere il ruolo di responsabile delle specialità tecniche maschili. Non solo. A questa indiscrezione, si è appena aggiunta quella secondo la quale il quarantaseienne piemontese possa assumere la guida tecnica del gigante.

È solo chiacchiericcio di primavera, oppure davvero lo sci alpino italiano “arruolerà” in posizioni gestionali e di direzione tecnica proprio gli ultimi due atleti capaci di primeggiare nel contesto tecnico? Di sicuro, se l’ipotesi si concretizzasse, sarebbe un gran colpo sotto l’aspetto mediatico e, un domani, potrebbe rappresentare materiale per lo story-telling. Sarebbe un copione da film, per certi versi. Si torna a vincere sotto la guida degli ultimi capaci di farcela, ora in un nuovo ruolo.

In realtà, della mistificazione dei fatti e dei risultati, agli appassionati interessa ben poco. Contano i risultati e quelli latitano, almeno nel comparto tecnico maschile, passato dall’essere traino della disciplina in Italia al poco lusinghiero ruolo di “zampa zoppa” di un ipotetico quadrupede che, fortunatamente, ha talmente tanta forza negli altri tre arti da poter galoppare comunque. Non resta che restare sintonizzati, per capire se l’operazione Mölgg-Blardone diventerà realtà, oppure se si tratta di un rumor tanto frivolo quanto gli acquazzoni primaverili.

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