Matteo Malucelli: “Pogacar può vincere le cinque Monumento quest’anno. Mi piacerebbe essere il McEwen della situazione”
Matteo Malucelli è stato ospite dell’ultima puntata di Bike Today, il programma condotto da Gianluca Bruno sul canale YouTube di OA Sport e che fa conoscere i volti del ciclismo italiano. Il velocista romagnolo ha parlato della sua stagione, iniziata bene nella penisola arabica, ma anche dei propri obiettivi e sogni dei prossimi mesi, con la partecipazione al Giro d’Italia che resta il traguardo da raggiungere.
Una fase di stagione senza corse, ma di allenamento per il nativo di Forlì: “Sono in altura sull’Etna per preparare i prossimi appuntamenti, per preparare un probabile Giro d’Italia, anche se non sono ancora sicuro se parteciperò. Inoltre ho un problema di allergia in questi mesi dell’anno e dunque ho preferito spostarmi in altura per questa fase della preparazione”.
Un ottimo avvio di stagione con anche la vittoria all’AlUla Tour davanti a Jonathan Milan: “L’obiettivo principale di inizio stagione era quello di partire forte. Sapevamo che sia all’AlUla Tour sia allo UAE Tour avevamo un paio di occasioni per fare bene. Almeno una l’abbiamo sfruttata al massimo e poi sono arrivati anche una serie di piazzamenti. Ora un po’ di riposo e preparazione per un altro mese e mezzo importante che sarà quello tra metà aprile e maggio”.
I prossimi appuntamenti: “Sicuramente andrò a correre ad Hainan in Cina perchè è la corsa organizzata dal nostro sponsor e la squadra vuole fare bene. Poi vedremo se sarò nella selezione degli otto corridori che parteciperanno al Giro e, nel caso non facessi parte della Corsa Rosa, ci saranno corse come il Giro di Turchia, di Ungheria, un po’ di corse in Europa”.
Sulla sua carriera, che ha avuto anche un momento complicato: “La mia crescita purtroppo è stata interrotta dal caso Gazprom nel 2022 quando avevo 28 anni e questo ha frenato un po’ la mia carriera. Ci ho messo qualche anno per tornare ai massimi livelli e adesso ci sono arrivato. Anno dopo anno ho continuato a migliorare e dall’anno scorso ho fatto un ulteriore salto di qualità e vedremo se quest’anno ne facciamo un altro per essere competitivo con i grandi nomi”.
La distanza dai migliori velocisti al mondo: “Credo che loro, a differenza mia, hanno più continuità di risultati e hanno sempre la convinzione di poter vincere. Non che questo mi manchi, ma semplicemente loro lo fanno più volte e con più continuità e questo entra anche nella testa di un velocista e ti permette di essere più forte degli altri in certe occasioni. Come in questi giorni per esempio Groenewegen che sembra rinato, ma semplicemente nella sua testa si è convinto di essere ancora forte. Loro hanno qualcosina in più, ma i numeri non sono sempre tutto. Per esempio se mettiamo sul piatto Petacchi e McEwen, Petacchi era più forte, ma McEwen ha vinto le sue corse. Non mi dispiacerebbe essere il McEwen della situazione”.
Malucelli è migliorato anche sulle brevi salite: “Le ultime tre stagioni sono riuscito a farle complete. Vero che nel 2024 forse non ho partecipato a corse di altissimo livello, ma già dall’anno scorso, soprattutto in Asia, ho partecipato a corse di livello. Correre certi tipi di gare ti fa migliorare, allenarsi con certi compagni ti fa migliorare. Alla fine è un sistema che ti porta a migliorare. Io poi arrivato da stagioni difficili e quando sono arrivato in una squadra World Tour ho approfittato di tutti i benefici e spero di poterne usufruire anche nei prossimi anni”.
La differenza tra le squadre Continental, Professional e World Tour: “Non c’è un particolare, un qualcosa di eclatante che ti fa dire che il World Tour ti fa fare il salto si qualità. Sono un insieme di circostanze che permettono un passo alla volta di salire di un piano. Per esempio avere un allenatore specifico per la palestra, che aiuta tantissimo. Veniamo seguiti con massaggi e trattamenti quotidianamente. A livello di alimentazione ci seguono regolarmente. Questo insieme fa davvero tanto la differenza”.
Le volate sono cambiate negli anni, per esempio non ci sono più i treni come una volta: “Una volta quando sono passato professionista c’era un velocista di riferimento, per esempio ai miei tempi Gaviria, Kittel, Viviani che erano sempre abituati ad avere grandi treni. Adesso questa cosa si è persa e l’unica squadra che prova a farlo è la Lidl-Trek, mentre gli altri velocisti ormai hanno uno o due uomini che provano a dare una mano. Questo da un certo punto di vista è peggio perchè c’è più caos, ma da un altro è forse meglio perchè ognuno segue i propri compagni. Per un corridore come me, che si muove da solo, può approfittare di tutte le ruote che vuole, di tutti i velocisti che vuole. A me questo modo di fare le volate non dispiace, preferisco avere un po’ più di confusione dove conta anche avere un po’ il colpo d’occhio, il colpo di pedale e a volte anche un po’ fortuna. Bisogna trovarsi al posto giusto al momento giusto. Questo fa parte anche dell’indole del velocista ed io, venendo anche dalla pista, sono sempre stato abituato così e mi piace”.
Partecipare ad una Classica: “Penso sia più facile partecipare ad una grande Classica che ad un Grande Giro in una squadra World Tour. Quindi magari un giorno, se chiedessi alla squadra di partecipare tipo ad una Milano-Sanremo, non ci sarebbero grossi problemi. Molto più difficile partecipare ad un Grande Giro. Nel mio percorso di crescita un Grande Giro mi può dare qualcosa di più per migliorarmi ancora”.
Una grande passione per il ciclismo: “Io seguo veramente tutto, anche due in contemporanea come in questi giorni. Alla fine al pomeriggio in questi giorni di ritiro non è che ci sia tanto da fare e quindi passo il tempo guardando i miei colleghi”.
Sulla vittoria di Pogacar alla Milano-Sanremo: “Dopo le dichiarazioni che ha fatto, dicendo che non tornerà più, magari tanti corridori hanno pensato scherzando che lo avrebbero potuto far vincere prima. Io non credo comunque che non tornerà più. Sicuramente è uno sfogo che ha avuto dopo la sua vittoria. Un campione come lui, che vince tutto quando vuole, che ci ha impiegato qualche anno prima di riuscire a vincere la Sanremo, si è tolto un bel peso. Addirittura penso che quest’anno possa anche vincere tutte e cinque le Monumento. Una volta che è riuscito a vincere la Sanremo, se vince anche la Roubaix, le altre tre le ha già vinte. Liegi e Lombardia sono già assegnate e dunque davvero può essere il suo anno”.
Può tornare ad essere una corsa per velocisti: “Senza Pogacar nessuno attaccherebbe sulla Cipressa. A Van der Poel potrebbe bastare attaccare sull’ultimo tratto del Poggio e uguale Pidcock. Quando poi si scatta sul Poggio, si sa che magari con il vento contrario poi in discesa il gruppo può tornare sotto. Sarebbe bello che la Sanremo tornasse aperta a tutti anche nei prossimi anni”.
In chiusura il sogno e gli obiettivi futuri: “Il sogno è quello di partecipare ad un Grande Giro e poi fare qualcosa di buono. Andiamo con un passettino alla volta. Prima pensiamo a partecipare al Giro d’Italia e poi proviamo a vincere una tappa. Magari sono anche obiettivi che poi combaciano e si possono raggiungere nello stesso periodo. So che alla squadra interessano molto le squadre in Cina ed in Asia in generale e quindi dovrò farmi trovare pronto”.

