Pattinaggio artistico, su chi deve costruire l’Italia le fondamenta del quadriennio verso le Olimpiadi 2030
La stagione 2025-2026 di pattinaggio artistico è terminata con non poche soddisfazioni per la Nazionale italiana. La squadra azzurra, lo abbiamo ribadito molteplici volte su queste pagine, è riuscita ad approfittare molto più dei Paesi concorrenti della provvisoria assenza della Russia, raggiungendo risultati a dir poco straordinari tra cui spicca, ovviamente, il bronzo nel Team Event alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Un ciclo semplicemente eccezionale, dove a spiccare sono stati Charléne Guignard-Marco Fabbri (perennemente al vertice quando contava), la coppia d’artistico Sara Conti-Niccolò Macii (pluri medagliata sia in campo continentale che europeo), Lucrezia Beccari-Matteo Guarise, Danil Grassl, Matteo Rizzo e, ovviamente, anche Lara Naki Gutmann, atleta che dopo anni di lavoro ha colmato quello sbilanciamento che ha sempre contrassegnato il movimento post Kostner, salendo di colpi nelle ultime due annate sportive, fino ad attestarsi in quinta piazza agli ultimi Mondiali.
Ma adesso che è terminato un quadriennio importante, sarà tempo di riprogrammare. E lo scenario, in viste delle Alpi Francesi 2030, si preannuncia molto diverso. Appare evidente che la formazione che abbiamo imparato ad amare negli ultimi mesi sarà rimaneggiata, e tra tanti punti interrogativi la cosa più importante sarà intercettare, fin da subito, i punti fermi, quelli con uno status ormai talmente tanto elevato da creare “il precedente”.
Mettendo a parte le coppie d’artistico e la danza, che sono davvero un argomento a parte, l’esempio per il futuro dovrà essere il lavoro di Gutmann e Grassl. Lara Naki, vero esempio per tante, come già detto in precedenza si è resa artefice di una crescita molto lenta, rompendo la stasi nella stagione scorsa con una serie di performance sempre più impattanti, pulite e qualitativamente di alto livello. Come già accaduto tempo or sono con Rizzo, quanto fatto dall’allieva di Gabriele Minchio è destinato a rimanere. L’auspicio è che si possa creare un effetto traino, nella speranza che investa a pieno tutto il talento di Anna Pezzetta, personalità con tutte le carte in regola per compiere un cammino speculare a quella della connazionale. Le sue caratteristiche le conosciamo bene. Ha tutto per competere con le migliori, Vecchio continente o no non fa differenza.
Centrare per due volte consecutive la top 10 ai Mondiali, quando provieni dall’Italia, è un affare per pochi. Daniel Grassl, letteralmente rinato dall’inizio della collaborazione con Edoardo De Bernardis, ha dimostrato per l’ennesima volta di essere uno dei profili più consistenti sui cui possiamo puntare. E tutta la sua forza sfoggiata in questo periodo servirà molto a due compagni che, per motivi diversi, non hanno potuto brillare come volevano negli ultimi mesi. E’ facile dunque ipotizzare che nel cammino verso la Francia saranno della partita anche due nomi come Gabriel Frangipani e Nikolaj Memola, reduci da un periodo tormentato sul piano fisico, ma con le skills necessarie per incidere verso i Giochi.
Più arduo individuare la strada nelle coppie d’artistico, considerato che molto dipenderà anche dalle scelte di Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini e Sara Conti-Niccolò Macii. L’unica cosa certa in questo senso è che dovrà servire tempo, tanto tempo, per vedere i frutti del lavoro che si sta facendo in ambito Junior, salvo nuovi accoppiamenti, al momento impronosticabili, che potrebbero coinvolgere atleti al momento non in attività. Nella danza, a prescindere dalla scelta di Charléne Guignard-Marco Fabbri (che potrebbero continuare ancora senza però un obiettivo prestabilito) quelli da tenere sotto stretta osservazione sembrano essere Noemi Tali-Noah Lafornara. Ma anche qui, il tempo sarà il miglior compagno per non forzare la mano, rimanere on fucus e non perdere la bussola.

