MotoGP, i promossi e bocciati del GP degli USA 2026: Bezzecchi da record, Martin c’è, Marc Marquez delude ancora
I PROMOSSI
MARCO BEZZECCHI: che dire? Inizio di stagione clamoroso per il “Bezz”. Vittoria in Thailandia, vittoria in Brasile e vittoria anche in Texas. Tre di fila, cinque complessive contando anche il finale della scorsa stagione. Non solo, 121 giri condotti di seguito in vetta. Nuovo record assoluto. Pazzesco. Se non combinasse guai nelle Sprint Race sarebbe già in fuga iridata… ad ogni modo si conferma un serissimo candidato per il titolo.
JORGE MARTIN: vince la Sprint Race di sabato, chiude al secondo posto nella gara lunga. Martinator è tornata ed è in piena lotta per il titolo. Un pilota completamente ritrovato dopo mesi difficili. Ora è tornato ai suoi livelli ed è pronto a vendere cara la pelle fino a Valencia. Poi, per il 2027, tutto sarà da valutare. Al momento non può che mangiarsi le mani per l’addio ad Aprilia…
FABIO DI GIANNANTONIO: dopo la sfortuna di sabato nella Sprint Race, centra un quarto posto importante nella gara lunga. Procede nel suo miglior avvio di stagione di sempre. 50 punti, +5 su Marc Marquez. Davvero niente male per il “Diggia”.
ENEA BASTIANINI: si sapeva che la pista texana fosse una delle sue preferite, ma il romagnolo ha fatto vedere davvero spunti importanti. Podio (acquisito) nella Sprint Race, sesto alla domenica dopo una splendida battaglia con Marc Marquez. La KTM non è solo Pedro Acosta. Il “Bestia” vuole tornare a competere ai suoi livelli.
I BOCCIATI
MARC MARQUEZ: chiude il weekend nella “sua” Austin con una caduta nella Sprint Race e un quinto posto nella gara lunga. Troppo poco per il suo standard al COTA e soprattutto per la chiara intenzione che aveva, ovvero mandare un messaggio da questa gara in avanti. Missione fallita. Al momento ha solamente due podi nelle Sprint Race e nessuno nelle gare lunghe. -36 da Marco Bezzecchi. Per ora il Cabroncito non c’è.
YAMAHA: un disastro totale. Il migliore al traguardo è Toprak Razgatlioglu, 15° a 25.5 secondi dalla vetta. Alle sue spalle, in fila, Jack Miller a 26.3, Fabio Quartararo a 27.1 e un derelitto Alex Rins a 38.7. Dietro di loro nessuno. Una vergogna sportiva che ad Iwata non può essere tollerata ancora.

