MotoGP, Marco Bezzecchi si è fatto dominatore. O sbaglia, oppure vince. Come era per Marc Marquez
Al di là delle apparenze, la MotoGP del 2026 non è molto diversa da quella del 2025. Sono solo cambiati il cognome di chi domina e il colore della moto egemone. Tutto qua. Una fisiologica operazione di maquillage per dare un tocco di nuovo quando, nella realtà dei fatti, ogni cosa è rimasta com’era. C’è chi vince e convince, deponendo agilmente qualsiasi velleità avversaria, salvo propri errori.
Scherzi e, soprattutto, provocazione e a parte, non si va tanto lontani dalla realtà. È evidente come i rapporti di forza della massima categoria motociclistica siano stati ribaltati come un calzino, in quanto Ducati ha perso il ruolo di punto di riferimento prestazionale per la prima volta dal 2022. A sostituirla è stata Aprilia, che ha trovato in Marco Bezzecchi il pilota in grado di renderla invincibile.
Il ventisettenne riminese è arrivato a cinque vittorie consecutive, essendosi imposto negli ultime GP del 2025 e nei primi tre del 2026. Nell’era della MotoGP, un filotto del genere era stato realizzato solo da Valentino Rossi e Marc Marquez, ossia due dei più grandi centauri di tutti i tempi. Hanno vinto Mondiali a raffica, il Dottore ed El Trueno de Cervera. Il Bez, viceversa, non si ha mai assunto tinte iridate.
Però, questo Bezzecchi e questa Aprilia sono da Mondiale, non ci sono dubbi in merito. Inoltre, questa Ducati non lo è, così come non lo è Marc Marquez. Perché se lo ammettono sia lui che Davide Tardozzi, significa che non si tratta di una speculazione. Il trentatreenne spagnolo non è al 100%, così come la Desmosedici non è in grado di sfruttare tutto il proprio potenziale.
Attenzione, però. Questo Bezzecchi e questa Aprilia resteranno da Mondiale. Marquez e Ducati torneranno a esserlo, nulla quaestio. C’è un mese di pausa da qui a Jerez de la Frontera, un periodo durante il quale a Borgo Panigale e a Cervera ci si leccherà le ferite, ma si farà in modo di cicatrizzarle per poi ributtarsi nella mischia con rinnovato spirito combattivo. Quello di chi non vuole cedere il trono.
Di sicuro, in Riviera e a Noale non ci si cullerà sugli allori, ben sapendo di aver conseguito quella che, al momento, è una vittoria di Pirro. Non ci si accontenterà di un successo effimero, ma si vorrà fare in modo di tramutarlo in un trionfo vero e proprio. Per conquistarlo, ci sarà da combattere tutta una serie di battaglie da aprile a novembre. Le prime tre sono vinte, ne restano diciannove per tramutare in realtà un sogno, quello di Aprilia di farsi Campionessa del Mondo anche in MotoGP dopo le affermazioni a ripetizione nelle categorie inferiori e in Superbike.

