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Sinner-Tiafoe, i precedenti. Ritorna la sfida dopo quasi due anni

Sono cinque i precedenti tra Jannik Sinner e Frances Tiafoe nel corso della loro storia tennistica. In buona sostanza, si tratta di una sfida che si rinnova fin dagli esordi dell’attuale numero 2 del mondo sul circuito maggiore, ma anche dalle prime fasi della carriera ad alto livello dell’americano. E oggi i due aggiungono un altro capitolo nel pomeriggio di Miami, ai quarti di finale.

Bisogna riavvolgere il nastro della memoria fino al 2019. Sinner, al tempo, si stava praticamente affacciando sull’ATP Tour, Tiafoe era già nei primi 50 del ranking mondiale e aveva già vinto un 250 (Delray Beach 2018), nonché raggiunto i quarti agli Australian Open e a Miami ancora proprio nel 2019. In quel contesto Jannik, che aveva da poco compiuto 18 anni, si spinse fino ai quarti dell’ATP 250 di Anversa, indoor, e non si fermò lì. Perché batté proprio Tiafoe, 6-4 3-6 6-3. Poi si fermò in semifinale contro Wawrinka, ma fu una prima volta per l’originario di Sesto Pusteria.

Poche settimane dopo, e arrivò anche il secondo confronto tra i due, quello delle Next Gen ATP Finals. Che, al tempo, si giocavano a Milano, all’Allianz Cloud (ex PalaLido). Sinner ci arrivò perché gli fu destinata una wild card, ma quanto mostrato nella sua scalata ebbe un climax lì. Tiafoe vinse il primo set con le regole di questo torneo, poi però dovette cedere 3-4(4) 4-2 4-2 4-2.

Poi venne il 2021. E venne la partita che tanti, tantissimi ricordano. Semifinale dell’ATP 500 di Vienna con Sinner in piena corsa per le ATP Finals. Jannik volò per un buon set e mezzo, poi Tiafoe iniziò a ricorrere anche al suo lato più da showman pur di trasformare la partita in qualcosa di meno tennistico e più mentale. Funzionò, perché il punteggio divenne 3-6 7-5 6-2 a favore dell’americano. Ma, come nelle migliori tradizioni, fu un momento nel quale Jannik imparò tanto.

Due anni dopo, stesso luogo (Wiener Stadthalle), stessi avversari per un quarto di finale che s’inserì in un contesto molto particolare. Oggi ci si scherza talvolta, ma al tempo questo incontro, e tanti della fine di 2023, ebbero una sola fama: “Post-Puke Sinner”. Jannik, infatti, aveva vomitato durante i quarti di finale di Pechino contro Grigor Dimitrov, salvo poi battere il bulgaro, Alcaraz e Medvedev uno in fila all’altro. A Vienna la magia continuò, e verso il percorso che lo portò al trionfo anche nella capitale austriaca ci fu anche Tiafoe. Che, stavolta, non poté molto: 6-3 6-4, fine.

Infine, l’ultimo confronto, anche questo con pezzi di storia da tenere presenti. A Cincinnati i due si trovarono di fronte in finale: Tiafoe tirò fuori sorprese a ripetizione (Musetti e Rune in particolare, stante il ritiro di Hurkacz dopo un set nei quarti), Sinner ebbe invece, più dei problemi in campo (Rublev e Zverev), quelli ancora più grossi fuori. In particolare, contro Zverev vinse dopo una giornata allucinante, passata in udienza perché, anche se ancora nessuno lo sapeva, c’era il caso Clostebol di mezzo. In quella situazione, Jannik il torneo riuscì ugualmente a vincerlo per 7-6(4) 6-2. I sorrisi erano ben pochi, però. Il giorno dopo la conclusione di Cincinnati tutti seppero il perché.

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