L’Italia incanta alle finali di Lillehammer. Vittorie, Coppe del Mondo e segnali per il futuro
È calato ufficialmente il sipario sulla Coppa del Mondo di sci alpino. L’ultimo atto della stagione sono state le finali di Lillehammer e l’Italia ha recitato il ruolo di assoluta protagonista, vincendo come nessun’altra nazione. Una conclusione eccezionale per i colori azzurri, grazie al clamoroso poker di vittorie ottenuto lo scorso weekend nella gare veloci, mentre nella due giorni delle prove tecniche non sono arrivati podi, ma c’è chi ha saputo dare il via ad una carriera che si spera possa essere luccicante.
Andando per ordine la prima gioia azzurra delle finali è arrivata con Dominik Paris, che ancora una volta si è dimostrato il padrone della pista di Kvitfjell. Proprio come nella passata stagione, l’altoatesino è riuscito in una clamorosa doppietta, vincendo prima in discesa libera e poi il giorno dopo in superG, portando ad otto il numero di vittorie sul tracciato norvegese. Un uno-due veramente clamoroso e che mette fine ad un’altra importante stagione da parte dell’altoatesino, che finalmente ha rotto la maledizione della medaglia olimpica e che è stato ancora grande protagonista nei vari weekend di Coppa del Mondo. Il ritiro è ancora lontano e l’anno prossimo c’è un Mondiale a Crans Montana dove togliersi ancora delle soddisfazioni.
Sabato scorso poi è arriva la prima delle due coppe di specialità vinte dall’Italia. In discesa libera Laura Pirovano ha completato l’impresa, conquistando la terza vittoria consecutiva in discesa libera dopo la doppietta sulle nevi di casa in Val di Fassa. La trentina ha davvero chiuso la stagione da grande campionessa, reggendo benissimo alla pressione in un momento di svolta definitivo della sua carriera. Davvero incredibile quello che è successo nell’ultimo mese e adesso l’obiettivo è quello di confermarsi il prossimo anno, aggiungendo anche il superG e magari anche quel gigante tanto amato ad inizio carriera e poi piano piano abbandonato, ma che può tornare utile per migliorare ancora di più nella velocità.
La seconda sfera di cristallo è poi arrivata la domenica, con Sofia Goggia che ha replicato il copione del giorno prima di Pirovano. Vittoria e Coppa del Mondo di superG per la bergamasca, che si è presa tutto, dimostrando davvero di essere stata la migliore in questa specialità, con il terzo successo stagionale. Le lacrime a fine gara erano di gioia, ma anche per liberare tutto lo stress accumulato in una stagione difficile per Goggia, con la crisi nella sua amata discesa libera (nessuna vittoria stagionale), con le amarezze olimpiche nonostante il bronzo in discesa libera (pesano l’uscita in superG quando era nettamente al comando e poi quella in combinata). Sofia, però, ha sempre lottato, stretto i denti e mai mollato, prendendosi alla fine una gioia tanto meritata ed anche nuova per la sua carriera, visto che mai era riuscita ad imporsi nella classifica di superG.
La due giorni di prove di gigante e slalom non ha portato podi. Un po’ di risultati negativi, come quelli soliti di Alex Vinatzer, mentre in campo femminile purtroppo Lara Della Mea non è arrivata in Norvegia nelle migliori condizioni. A cancellare tutto però ci ha pensato la luce portata da Anna Trocker. La bicampionessa mondiale juniores ha incantato in quel di Hafjell, cogliendo prima un nono posto in slalom e poi un ottavo in gigante. Una doppia Top-10 da sogno, semplicemente incredibile, con la diciassettenne altoatesina che ha emozionato e strabiliato non solo per le sue doti tecniche, ma anche per l’atteggiamento e la tranquillità con cui ha vissuto questo momento. In un colpo solo il futuro dell’Italia è apparso più roseo che mai.

