Puppo non ci sta: “Dichiarazioni di Fonseca su Sinner? Imbarazzante, sono stufo di sentirlo”
Nuova puntata di TennisMania in una mattina dedicata allo speciale Miami, con il combined che fa da Masters 1000 e WTA 1000 allo stesso tempo. Sul canale YouTube di OA Sport l’appuntamento quotidiano è con Dario Puppo, Guido Monaco e Massimiliano Ambesi: si riportano qui le parole di Puppo, che tra un argomento e l’altro lanciato non lesina commenti su varie questioni.
Introduzione: “Partita molto godibile tra Alcaraz e Fonseca in una giornata non bellissima per i colori azzurri, ma un ottimo Berrettini che da tempo non si vedeva giocare così contro un avversario che non è stato fuori dal match, Bublik ci ha provato. Non ci aspettavamo così tante sconfitte in casa Italia“.
Su Alcaraz-Fonseca e, a seguire, sul fattore tifo dei brasiliani (un tema peraltro non nuovo): “C’è stato un momento in cui quando Fonseca ha fatto capire la forza del suo dritto ha fatto un paio di punti mica male. Alcaraz è stato bravissimo a fare una cosa in particolare: gara di testa. E ha controllato anche meglio Fonseca. Quelle tre palle break che ha dovuto annullare le ha annullate molto bene. La statistica che mi ha lasciato interdetto: c’erano 12 vincenti di dritto di Alcaraz contro 0 di Fonseca. Mi fa pensare che le condizioni di Indian Wells le gradisce un po’ di più, ma non è una scusa per annacquare la sconfitta. Nel punteggio non appare così evidente, ma ci sta. Alcaraz ha controllato molto bene. Un parere su Fonseca che ha detto che Sinner è un robot? Imbarazzante. Sono stufo di sentirlo. Non mi smuove niente, sono dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano. Purtroppo il pubblico brasiliano nella maggior parte dei casi è un mix di entusiasmo e ignoranza. Alcaraz a un certo punto ha sbagliato una prima e c’è stata un’ovazione vergognosa. Aspettano un giocatore da Kuerten, ma la considerazione che hanno di Fonseca è tipo Ayrton Senna. Lo considerano di quel livello lì per interesse. Questo è anomalo per il tennis“.
Non la stessa durezza (anzi) su Cobolli: “Io non sono così definitivo. Cobolli ha offerto delle prestazioni di un certo tipo. Fisso nei 10 no, non penso che nessuno abbia mai detto una cosa del genere. C’è stato un momento e c’è ancora adesso con diversi giocatori che hanno perso l’autostima, non sono più al livello di prima, sono stati infortunati e stanno cercando di ritornare. Gente che può stare tra i 20, tra i 10 e poi uscire. Sia Darderi che Cobolli ad ora hanno approfittato di questo periodo per salire di classifica. Ora vediamo, arriva la terra rossa ed è la superficie in cui loro due e gli altri italiani possono esprimersi al meglio. Non metterei Arnaldi nella stessa categoria. Adesso ha mille problemi, non lo vedo in quella stessa dimensione“.
Breve ritorno sul match di cartello della sessione serale: “Fonseca ha passato più volte Alcaraz o ha giocato passanti che lo hanno fatto sbagliare. Secondo me il discorso è che la palla schizza via, non è facile a Miami la sera (durante il giorno è un po’ più lento) prendere la rete“.
Poi passa liberamente da Berrettini a Musetti: “Berrettini cancella quattro palle break su sei con l’ace. Quello che è interessante sottolineare è che il miglior Berrettini questa cosa la faceva costantemente. Magari faceva anche game lunghissimi con Alcaraz o Nadal, ma quello che arrivava nei quarti, in semifinale, in finale Slam, questa cosa la faceva ripetutamente. Se è l’inizio di qualcosa di simile, penso che con Vacherot possa vincere perché Vacherot uno così non è abituato a trovarlo. Per me dovrebbe essere preso a esempio da Cobolli, soprattutto da Musetti. Credo di esser stato molto chiaro, non parlerò più di Musetti fino a quando non arriveranno risultati secondo la logica. Lui ha giocato tre volte la Next Gen, forse si sentiva tirato per la manica. Fino a lì lui è stato seguito alla grande dalla Federazione e si è sentito in dovere di giocare quella terza volta. Adesso è diventato un grande nome e i tornei lo vogliono, perché i biglietti li vendono a pacchi ovunque quando c’è lui. Chi prende un biglietto per andare a vedere a Roma, con tutti i costi assurdi da sobbarcarsi che ci sono, lo fa perché vuole vedere gente come Musetti o belle partite. Quelli che ti fanno vendere i biglietti sono Sinner, Alcaraz, Musetti, ormai anche Fonseca perché i brasiliani lo seguiranno ovunque“.
Piccolo capitolo su Jakub Mensik: “Se Mensik ha vinto Miami, non è un caso. Le condizioni sono perfette per lui. Il discorso di Sinner, se queste condizioni vanno bene per lui: c’è da considerare il cambio di situazione, location. Dipende dall’ora in cui giochi e con chi giochi. Mensik se lo trovi la sera per me è molto pericoloso. Però bisogna vedere come sta lui. Quando fa tanto caldo, ora Sinner è un’altra cosa, ma se gioca con un avversario un po’ più malleabile sono condizioni che aiutano tantissimo Mensik“.
Meteo favorevole: “Almeno per tre giorni ci sarà tempo bellissimo, non ci sarà più la pioggia, forse arriverà a a metà settimana prossima, ma bisogna vedere se sarà confermato. Vedremo condizioni abbastanza veloci. E il passaggio Indian Wells-Miami… c’è chi fa fatica da una parte, chi dall’altra. Ieri Alcaraz ha tirato un dritto impressionante, ma era sopra i 100 di sicuro. Mensik deve passare da tanti giocatori forti e ha il peso di dover difendere per la prima volta un 1000“.

