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Carlos Alcaraz e il consiglio a Joao Fonseca in conferenza stampa

Carlos Alcaraz, dopo la notte vittoriosa su Joao Fonseca, è abbastanza tranquillo perché ha superato un match non semplice, ma ha comunque rilasciato dichiarazioni molto positive nei confronti del brasiliano in conferenza stampa. Questo a far capire che, al di là del 6-4 6-4 sul campo, c’è anche molto di più.

Così il murciano ai microfoni dei giornalisti assiepati a Miami: “Vorrei dire che non è che il tifo fosse contro di me, semmai sosteneva lui. Credo che questa sia una grande differenza. Sono stati rispettosi per la maggior parte della partita, semplicemente hanno tifato per Joao quando dovevano farlo. Mi sono goduto l’ambiente, è stato fantastico averne uno così in un secondo turno di un Masters 1000. Credo sia stato incredibile, davvero. Non ho inteso silenziare nessuno. Volevo fare il mio gioco, il mio lavoro, e mostrare il mio miglior livello, perché so cosa può fare Joao su un campo da tennis. Si trattava di mantenere la concentrazione, di non sentire il rumore del tifo, di guardare sempre avanti. Sono orgoglioso di poterlo fare, e allo stesso tempo sono stato molto bene con un tale ambiente“.

Rimane in Fonseca ancora il fatto che costringe a giocare in modo diverso: “In alcune occasioni è stato in grado di colpire un vincente da fondocampo partendo da una palla non molto potente o, per esempio, da una palla che aveva appena giocato di taglio, e da lì tirare un vincente dal nulla. Alle volte questo mi ha sorpreso, davvero, perché con altri tennisti sono capace di rispondere al colpo successivo e ritornare nel punto. Contro di lui è molto diverso. Senti che può fare un vincente da qualunque punto, e questo è impressionante. Questo mi ha sorpreso di più. Allo stesso tempo so quello di cui è capace. Grandi colpi, tantissima potenza. Sì, parlando del nostro primo confronto questo è quello che più mi ha colpito“.

E poi arriva anche qualche punta di consiglio: “Ricordo quando giocai contro il miglior giocatore del pianeta (Nadal, a Madrid) quando ero appena arrivato nel circuito. Quell’esperienza mi aiutò moltissimo: diedi al mio team il feedback necessario per sapere quello su cui dovevamo concentrarci e cosa migliorare negli allenamenti. Sono convinto che il suo team e lui stesso abbiano ricavato questi dati di cui parleranno, che li applicheranno negli allenamenti: si fisseranno in quello che deve migliorare, come fare uso di certe situazioni. Mi ricorda molto com’ero io quando avevo la sua età e stavo arrivando nel circuito. Direi che deve imparare a scegliere l’opzione corretta. Alle volte sbaglia dei colpi o delle palle facili perché non sceglie i colpi adeguati, la palla che serve in certe situazioni. Sono convinto che lo farà in un futuro non lontano. Giocare contro il numero 1 e il numero 2 del mondo in tornei consecutivi gli darà il feedback di cui ha bisogno, e lo vedremo presto migliorare ancora di più“.

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