Antonio La Torre: “Che sia un’Italia di carattere. Il lungo di Furlani? Come un’Olimpiade. Battocletti una scossa”
L’Italia si avvicina ai Mondiali Indoor 2026 di atletica, che andranno in scena a Torun (Polonia) nel weekend del 20-22 marzo. Il DT Antonio La Torre ha fatto un punto della situazione attraverso i canali federali: “Torniamo sul luogo in cui tutto ebbe inizio: è sostanzialmente da Torun che partì l’ondata di Tokyo. Ma non guardiamo al passato, perché ci basta un solo dato per capire quanto successo in questi cinque anni: qui non ci sarà nessuno dei campioni olimpici, eppure ci presentiamo lo stesso con diverse punte e legittime ambizioni, per un nuovo esame importante e con una squadra che continua a cambiare. Si fondono tre generazioni di campioni: una parte del gruppo Tokyo, la ‘new wave’ emersa a Glasgow 2024 e i giovanissimi come Doualla“.
Il Professore si è soffermato su Mattia Furlani (Campione del Mondo di salto in lungo) e Nadia Battocletti (argento olimpico e mondiale sui 10.000 metri, qui attesa sui 3.000): “Siamo a un Mondiale, nessuno ti porta le medaglie a casa o regala qualcosa, non c’è niente di banale e di scontato. Mi piace dire che sia un’Italia di carattere. A tutti chiedo di dimostrarlo anche stavolta. Credo che il lungo sia la gara più qualificata di tutto il mondiale. È un’Olimpiade, o anche di più, perché nel frattempo è uscito fuori il bulgaro Saraboyukov in maniera importante. Furlani dovrà estrarre tutte le proprie potenzialità ed esprimerle al meglio. Battocletti si mette in gioco con coraggio, in una sfida iridata sui 3000 che non aveva mai affrontato prima: è una scossa per tutti, la capacità di metterci la faccia, sperimentare e uscire dalla comfort zone“.
Zaynab Dosso è scesa sotto i sette secondi per la prima volta in carriera sui 60 metri, Leonardo Fabbri si presenta con la world lead nel getto del peso, Larissa Iapichino ha le armi per puntare in alto, Andy Diaz sarà chiamato a difendere il titolo nel salto triplo: “Dosso è determinatissima ed estremamente matura, dopo il bronzo di due anni fa e l’argento della stagione passata, vuole confermare di appartenere all’élite mondiale dello sprint. Fabbri deve liberarsi dal peso della responsabilità, “prendersi” la pedana come ha spesso fatto in Polonia e costringere tutti gli altri a inseguirlo. Iapichino sta molto bene, sono convinto che possa essere la stagione del suo definitivo decollo: bisogna giocarsi una misura vicina ai 7 metri nel lungo. Per quanto riguarda il triplo, Diaz e Dallavalle vengono da una stagione invernale non proprio “liscia”: in ogni caso, Andy è l’espressione più pura dell’agonismo inteso in maniera sana, Andrea sa come mantenere l’equilibrio in una specialità così traumatica“.
Un passaggio su Kelly Doualla, che esordirà con la Nazionale maggiore a sedici anni: “Non solo è l’azzurra più giovane di sempre a un Mondiale, ma è anche la più giovane di tutto il Mondiale indoor di Torun. Osservare, imparare, divertirsi: questo è il suo compito. Nessuna pressione addosso, tutto quello che viene è buono. Conosce bene il significato di dare tutta se stessa. Furlani a Istanbul nel 2023 aveva diciott’anni, era deluso per non essere entrato in finale e ora ci ritroviamo un campione del mondo“.
Qualche parola anche per il resto della squadra: “Senza parlare di medaglie, la tempra agonistica di Federico Riva e Christian Falocchi può portare a buoni risultati, Pietro Arese è in crescita e contiamo di ritrovare la capacità di ‘ballare’ tra gli ostacoli di Lorenzo Simonelli perché la sua classe è indubbia. Mi piace sottolineare la presenza di due multiplisti: Dario Dester bravissimo ad Ancona e Sveva Gerevini, che ha meritato assolutamente la presenza“.

