Paolo de Laurentiis: “Molto curioso del ritorno di Benedetta Pilato. Alessandra Mao ha una fortuna”
Si parla soprattutto di nuoto ad OA Focus, il programma trasmesso sul canale YouTube di OA Sport. L’ospite della puntata è il giornalista Paolo De Laurentiis, una delle firme più conosciute proprio del nuoto italiano. Con De Laurentiis si sono toccati tanti temi di quello che accade dentro e fuori dalla piscina.
Un primo argomento trattato è quello che gli sportivi di adesso devono affrontare con i social e un aspetto mediatico davvero molto persistente: “L’aspetto mediatico incide tantissimo. Soprattutto gli atleti delle ultime generazioni vivono molto il rapporto con i social. Nel senso che se non c’è un determinato riscontro sul web, sui social, magari pensano di essere trascurati, pensano di non piacere. Al tempo stesso il seguire tutto questo toglie energie, come ci ha fatto vedere Brignone durante le Olimpiadi Invernali che ha staccato ed è uscita da tutti i social per rimanere concentrata e non pensare ad altro. Gli atleti dovrebbero imparare a gestirli e anche ad uscirne in determinati periodi, perché è logorante. Se adesso esce un’intervista, io magari vado a leggere i commenti, positivi e negativi, e sto lì un’ora a farmi il sangue amaro perché qualcuno mi insulta. Non si può piacere a tutti, però diventa una cosa che ti assorbe energie. Quando succede ad un atleta durante una manifestazione è qualcosa che va gestito, perché fa parte del mondo che cambia”.
Un anno fa De Laurentiis sosteneva che dietro a Paltrinieri e Quadarella c’era un importante buco generazionale nelle lunghe distanze: “Mi sa che ho ragione ancora. Adesso il giovane può avere due pensieri: uno può vedere il grande campione come uno stimolo e dire anche io voglio fare i 1500, oppure pensare ma io cosa vado a fare i 1500, vado a fare un’altra gara molto più breve e per lui più divertente e dove magari deve fare meno fatica. Poi chiaro è difficile replicare un Paltrinieri, che è ai massimi livelli da sempre, o una Quadarella che anche lei da sempre, ed in particolare negli ultimi anni, sempre ai massimi livelli. Ci si sta indirizzando verso altre gare che sono molto più brevi. Anche in determinate gare come i 400 metri, o i 200 e 400 misti la partecipazione a livello internazionale è diminuita, proprio perché si va verso gare più brevi”.
Sullo sport in Italia, che come nazione ha fatto benissimo alle ultime due Olimpiadi: “L’organizzazione sportiva è molto particolare. Di sicuro funziona, c’è il CONI che funziona, c’è l’apporto dei gruppi sportivi militari che funziona, che permette alla Federazione di dedicarsi alla sua attività senza avere grossi problemi economici. In più c’è una generazione di allenatori giovani, nel nuoto soprattutto, ma anche negli altri sport, penso all’atletica, pensate alla ciclismo. Sono bravi, si documentano e guardano cosa funziona all’estero, sono molto attenti all’innovazione. Nel nuoto ne sono certo, perché parlo con loro e mi raccontano anche dei loro comportamenti e di cosa continuano a fare per innovarsi. Per me nello sport di alto livello siamo bravi, nello sport di base molto meno e sicuramente lo sport nelle scuole è un problema”.
Un veloce passaggio anche sulla Formula 1: “È un mondo straordinario, mi piace tantissimo. Sono un po’ d’accordo con quello che ha detto Leclerc, che con queste regole sembra quasi un videogioco. Non sono estremista come Verstappen, però fa effetto sentire piloti dire che devono gestire così tanto. La Formula 1 dovrebbe essere la massima espressione della velocità. Però resta bellissima”.
Il giornatalista del Corriere dello Sport si sofferma su quello che c’è da aspettarsi in questo 2026 nel nuoto: “Io mi aspetto molto poco, perché è giusto che i nostri campioni ragionino sul quadriennio e non sul risultato stagionale. Alcuni poi non sono giovanissimi e quindi è giusto che facciano delle scelte e che lavorino proprio per il quadriennio, andando all’estero come hanno fatto Quadarella e Ceccon. Sono sicuramente curioso del ritorno della Pilato. A livello europeo poi è un po’ più facile e non c’è nemmeno l’ansia della selezione, visto che si possono convocare quattro atleti per gara. Poi comunque ripeto Ceccon può vincere come fare secondo e anche Martinenghi, non sarà un problema. Spero che Paltrinieri faccia prima un 1500, magari al Settecolli. Ripeto attendo molto il ritorno di Pilato”.
Su una stella futura, come Alessandra Mao: “È piccolina, tecnicamente deve migliorare sicuramente. È ancora piccolina, ancora una bambina, nonostante sia fortissima, anche caratterialmente. Dovrà crescere, dovrà potenziarsi, dovrà rinforzarsi ed inoltre dovrà cominciare a conoscere la pressione. La fortuna delle nuove generazioni è che hanno davanti talmente tanti campioni, che se anche un giovane in un campionato europeo ottiene un grande risultato se ne accorgono in pochi e magari solo gli addetti ai lavori. Non c’è la pressione del dover fare qualcosa a tutti i costi e subito”.

