Sogno infranto. L’Italia sbatte contro il bullpen del Venezuela e si arrende nella semifinale del World Baseball Classic
Il sogno della ‘Cinderella’, come amano dire gli americani, è infranto. L’Italia si ferma in semifinale al World Baseball Classic 2026, superata in rimonta per 4-2 dal Venezuela. I sudamericani, mercoledì 18 marzo all’1.00, se la vedranno con i padroni di casa americani per il titolo. La selezione tricolore conclude oggi un’avventura che non verrà dimenticata. Presentatasi al torneo con il suo roster più competitivo di sempre, soprattutto nel reparto dei pitcher, la Nazionale ha dato spettacolo, sconfiggendo USA e Messico, prima di superare anche Porto Rico ai quarti. Oggi è venuta meno quella spensieratezza che aveva contraddistinto il cammino. La tensione ha annacquato le potenzialità di un line-up importante. Gli azzurri concludono il torneo in quarta posizione, come ai Mondiali del 1998. La finale per il bronzo non è prevista: la Repubblica Dominicana chiude terza grazie ai migliori risultati ottenuti nella fase a gironi. Il Venezuela si conferma invece una bestia nerissima: ha battuto l’Italia per la sesta volta in altrettante partite nella storia del World Baseball Classic.
Cervelli si affida al suo miglior pitcher in avvio: Aaron Nola. I sudamericani rispondono con Keider Montero. Un doppio gioco difensivo di entrambe le squadre pone rapidamente fine al primo inning. Il punteggio si sblocca però nel secondo. Valida di Dezenzo, poi Montero concede due basi su ball consecutive a Caglianone e Fischer. Va in battuta D’Orazio e arriva un’altra base su ball, che consente a Dezenzo di firmare il primo punto. La partita di Montero finisce e subentra il rilievo mancino Ricardo Sanchez. Dante Nori gira lo swing, D’Orazio viene eliminato in seconda, ma Caglianone ha il tempo di raggiungere casa base per il 2-0: sarà l’ultimo punto della partita per gli azzurri. Con ancora due corridori agli angoli, Sam Antonacci viene eliminato in prima e la frazione si conclude.
Nola giganteggia sul monte di lancio, ma qualcosa si inceppa nel quarto inning. Dopo l’eliminazione in prima di Arraez, Suarez trova l’homerun da un punto che cambia completamente l’inerzia della sfida. Il lanciatore dei Philadelphia Phillies, dopo aver concesso una valida a Torres, riesce a chiudere la frazione senza ulteriori danni. L’Italia però si inceppa completamente in attacco: gli azzurri sembrano soggiogati dai rilievi venezuelani, a cominciare da Luinder Avila.
Cervelli stupisce con un cambio decisamente anticipato di Nola (quattro le valide concesse), inserendo addirittura Michael Lorenzen (sulla carta il secondo miglior pitcher in ordine di importanza del roster tricolore). Per due inning l’eroe della vittoria sugli USA si rivela impeccabile. Nella parte bassa del sesto si materializza la grande occasione offensiva per l’Italia. Una valida di Dezenzo porta alla sostituzione di Avila con Angel Zerpa. Dopo lo strike-out su Fischer, e con due eliminati, viene concessa la base intenzionale a JJ D’Orazio. Una valida di Dante Nori riempie le basi. È il momento chiave della partita, che purtroppo si rivelerà decisivo. Sul piatto va Sam Antonacci, il battitore azzurro meno efficace di tutto il torneo, e subisce un doloroso strike-out.
L’Italia non capitalizza e viene immediatamente punita nella settima frazione. Il primo turno di Lorenzen contro Torres si apre con un errore arbitrale: viene assegnato un ball, ma era strike netto. Sarebbe cambiato qualcosa? Non lo sapremo mai…Tuttavia Lorenzen concede la base su ball a Torres: è l’inizio della fine. Entra Gimenez come pinch runner. Abreu viene eliminato al piatto, così come Contreras. Ma, come spesso accade nel baseball, è con due eliminati che si fanno i danni peggiori. La valida di Chourio porta i corridori agli angoli. Acuna jr va in battuta e, grazie ad una assistenza non ben eseguita di Antonacci, è salvo in prima base, mentre Gimenez realizza il 2-2. Lorenzen va in crisi e concede una valida a Garcia, con Chourio che firma il sorpasso sul 2-3. Un altro singolo di Arraez porta il Venezuela sul 2-4 grazie alla run di Acuna jr. La partita di Lorenzen termina e subentra Kyle Nicolas. Suarez viene eliminato al volo e si limitano ulteriori danni, ma la frittata è ormai fatta.
Gli azzurri accusano il colpo e non riescono più a reagire. Il Venezuela inserisce i rilievi Eduard Bazardo, Andrés Machado ed il closer Daniel Palencia. L’Italia non riesce a realizzare neppure una valida negli ultimi tre inning (saranno solo 5 alla fine, contro le 8 dei sudamericani) e termina la sua avventura nel torneo. A nulla serve l’innesto disperato del nuovo arrivato Brayan Rocchio in battuta al posto di JJ D’Orazio. Il Venezuela, va detto, ha vinto con merito e grazie ad una maggiore qualità del bullpen. Il sogno azzurro è infranto, ma non verrà dimenticato.

