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Rugby, l’Italia sta crescendo, ma manca ancora la maturità per essere big

Si è concluso uno dei migliori Sei Nazioni dell’Italrugby, ma le tante gioie vissute in queste settimane sono state in parte oscurate dalla prestazione di Cardiff, dove gli azzurri non hanno saputo confermare quanto di buono fatto nei primi quattro turni. Una prova di maturità fallita, come già successo in passato.

Ma partiamo dalle note positive, che sono tante. Ovviamente a fare notizia è stata la storica vittoria ottenuta contro l’Inghilterra, primo successo nella storia contro i britannici. Un risultato arrivato al termine di un match non perfetto, ma dove Lamaro e compagni hanno dimostrato sia qualità tecniche e tattiche, sia la capacità di reggere l’urto nei momenti più difficili. Ottimo anche il successo all’esordio contro la Scozia, una vittoria che era stata messa nel mirino alla vigilia, ma che non era scontata.

Anche i ko contro Irlanda e Francia hanno lasciato note positive, con gli azzurri sempre competitivi. E se l’Italia per quattro quinti del torneo si sono dimostrati una squadra di livello, guardando alle individualità ci sono state note veramente positive. A partire, ovviamente, da Tommaso Menoncello, ormai diventato uno dei giocatori più forti al mondo e un campione che sta spaccare la partita. È nel pieno della sua maturità anche Simone Ferrari in prima linea, mentre si è confermato Nacho Brex, mentre crescono giocatori come Andrea Zambonin e Leonardo Marin. Insomma, di giocatori che sanno fare la differenza ce ne sono, senza dimenticare il peso di atleti come Michele Lamaro o Manuel Zuliani in difesa e sui punti d’incontro.

E ora le note negative. Il match con il Galles è stato inguardabile per quasi un’ora, con gli azzurri che hanno iniziato a giocare quando ormai la frittata era fatta. La difesa ha latitato e anche palla in mano, tolto il solito Menoncello, si è visto ben poco. Stanchezza? Forse. Appagamento? Forse. Qual che è certo è che alla prova del nove la squadra di Quesada si è sciolta, come capitò – per esempio – quando dopo la storica vittoria con il Sudafrica arrivò il brutto ko con Tonga. E guardando alle individualità, quel che è evidente è che l’Italia ha un problema in mediana. A 9, infatti, manca un giocatore di caratura internazionale. Mentre senza Capuozzo, anche lo spot estremo lascia molti dubbi.

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