Aryna Sabalenka vince una finale thriller a Indian Wells. Rivincita su Elena Rybakina
Aryna Sabalenka si prende la sua rivincita su Elena Rybakina e conquista il WTA 1000 di Indian Wells. Una finale lunga (2 ore e 34 minuti), un confronto durissimo, una sfida che fa capire quanto tra le due ci sia un matchup che crea davvero tantissimo in termini di tensione e necessità di far ricorso a punti decisivi più che mai. 3-6 6-3 7-6(6) il punteggio finale a favore della bielorussa, con la kazaka che manca un match point nel pomeriggio californiano.
Sebbene i primi game scorrano tranquilli, è nel quarto che si comincia a vedere un canovaccio dell’incontro: Rybakina che riesce spesso a leggere dove va il servizio di Sabalenka, un fatto che, unito alla potenza nei colpi, rende la kazaka in grado di incidere sia nel match che, soprattutto, nella testa di Sabalenka. Che, infatti, subisce il break a 15 nel sesto game, subissata com’è da quanto le è proposto dalla vincitrice (proprio contro di lei) degli Australian Open. La bielorussa, per riprendersi, ci prova nel nono gioco, ma dallo 0-30 Rybakina risale di forza e facendosi molto aiutare dalla prima: 6-3.
Pronti via, e anche il secondo set vede la kazaka andare in vantaggio di un break, stavolta subito, a 15 e con un doppio fallo di Sabalenka che, non per caso, si sfoga sulla propria racchetta. Prontissima la reazione della numero 1, che recupera subito con il controbreak a zero. Sono game particolari, nei quali le due battagliano in maniera importante, ma alla fine dei conti è Sabalenka a trovare la via della fuga con Rybakina nettamente più in difficoltà in questa fase. Vero è però che la campionessa di Melbourne non è tipa da arrendersi: una chance per rientrare ce l’ha sul 4-2, un’altra nel lottato game sul 5-3 che, però, alla fine vale il terzo parziale.
Per la bielorussa ci sono ritrovate sicurezze in avvio di terzo parziale, che si esplicano tutte in un momento, anzi in un paio di minuti. Quelli che, con tanta aggressività in risposta, le permettono di risalire dal 40-0 al break del 2-1 nel terzo game. Le cose, comunque, per Sabalenka non sono tanto tranquille perché Rybakina torna a leggere piuttosto bene la sua risposta, facendola faticare in ogni singolo turno di battuta. Due game finiscono ai vantaggi, un terzo vede anche la vincitrice degli Australian Open guadagnarsi due palle break, e la numero 1 deve più volte superarsi per tenere in mano la situazione. E, alla fine, proprio all’ultimo, il controbreak arriva, con una palla corta tirata su di pochissimo e uno smash che consegna il 5-5. Il game successivo è tra i più duri e tesi, con le due che tendono a sbagliare più del solito. Alla fine, però, di servizi strappati non ce ne sono più e il tie-break è il logico esito di questo match. Un tie-break combattutissimo, in cui non ci sono mai più di due punti di vantaggio e in cui Sabalenka, per annullare un match point, tira fuori un pazzesco rovescio lungolinea. E poi, sul 7-6, piazza l’ace che le vale la vittoria.
10 ace a 12 per Rybakina, in un match che è fondamentalmente deciso dai dettagli come si può anche ben comprendere dal fatto che la kazaka vinca 104 punti contro i 100 della bielorussa. Che, però, ha l’ultima parola ed è sempre più padrona del numero 1 WTA in questa particolare fase.

