F1, Ferrari più lontana da Mercedes, Antonelli per ora non è un rivale di Russell
Non è stato un buon venerdì per la Ferrari a Shanghai. Nel primo giorno del secondo weekend del Mondiale 2026 di Formula One c’era grande attesa per capire quale fosse realmente lo stato delle forze in campo. La prima indicazione è stata piuttosto chiara: la Mercedes è nettamente davanti.
La W17 ha impressionato ancora una volta e il britannico George Russell ha sfruttato al meglio il potenziale della monoposto di Brackley. Si tratta di una vettura molto stabile e, soprattutto, capace di fare la differenza grazie alla sua power unit.
Con il nuovo regolamento tecnico, infatti, il pilastro della prestazione deriva da una ripartizione della potenza pari al 50% tra motore termico e componente elettrica. Il concetto chiave è il deployment. Ma di cosa si tratta? Il termine indica il momento in cui l’energia elettrica accumulata nella batteria viene rilasciata per fornire potenza supplementare. Se il motore termico V6 rappresenta il cuore della monoposto, il deployment costituisce la spinta aggiuntiva garantita dai motori elettrici.
Un elemento che oggi rappresenta un vero fattore discriminante: non soltanto tra squadre con power unit diverse, ma anche tra team ufficiali e scuderie clienti che utilizzano lo stesso motore. Proprio nello sviluppo e nella gestione di questo aspetto la squadra anglo-tedesca sembra aver scavato un solco significativo rispetto alla concorrenza.
In questo scenario, Russell sta interpretando con naturalezza il ruolo di leader. Più acerbo, almeno per il momento, appare invece Kimi Antonelli, anche alla luce degli episodi di Melbourne: l’incidente nelle FP3, il rischio penalità in qualifica e una partenza poco efficace. Per compiere il salto di qualità servirà uno step ulteriore in termini di velocità e continuità.
La Ferrari, invece, paga dazio soprattutto sul giro secco. Nel time attack la Rossa non sembra avere la stessa capacità di sprigionare potenza attraverso la componente elettrica della power unit. Lo si era già compreso all’Albert Park Circuit e la tendenza si è confermata anche nel day-1 in Cina: Lewis Hamilton ha accusato sei decimi di ritardo dalla pole della Sprint firmata da Russell, mentre Charles Leclerc ha pagato oltre un secondo. Distacchi decisamente pesanti. In gara, forse, il quadro potrebbe cambiare e offrire alla SF-26 l’opportunità di recuperare terreno. Allo stato attuale, però, il divario sembra ancora troppo ampio.

