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Basket femminile: Italia, contro Porto Rico comincia la corsa verso i Mondiali 2026

Premondiale, qualificazioni Mondiali: chiamate tutto come volete, ma la storia è sempre una. Ed è fatta di una caccia a Berlino 2026 che andrà a concentrarsi tutta in un’unica settimana, quella di San Juan. Qui l’Italia tenterà le proprie carte con il favore di poterle giocare bene, ma l’esordio è di quelli da non sottovalutare. C’è Porto Rico nell’altra metà campo, con un potenziale di calore del pubblico particolarmente importante.

La squadra azzurra, su questo ci sono pochi dubbi, è più forte di quella portoricana. Lo è in senso assoluto, nel senso che se il quintetto di Porto Rico può di sicuro, se non prevalere, perlomeno tenere il passo rispetto a quello italiano, ciò che conta è la profondità, e lì cominciano i problemi per la selezione allenata da Gerardo Batista. Che, in ogni caso, vicino a canestro più contare sull’importante aggiunta di Imani McGee-Stafford, anni di WNBA e un passato anche in Cina. Molto passerà da lei che è la sorella di JaVale McGee e figlia di Pamela McGee, che un passato importante lo ebbe anche in Italia prima ancora che la WNBA esistesse.

Ma non c’è solo lei: il pubblico italiano, in particolare quello di Broni e Vicenza, ricorderà Sofia Roma, e in generale il pacchetto lunghe è di buon livello. Tra le piccole inevitabilmente il nome di punta è quello di Arella Guirantes, ex Schio che fa da grande realizzatrice, ma che ha bisogno tante volte di vedersi costruire intorno quanto necessario per poter liberare un talento offensivo che a volte cozza con il concetto di squadra. Interessanti le cose che possono arrivare da Trinity San Antonio, mentre resiste la lunga esperienza di Pamela Rosado, quasi quarant’anni e ancora nel giro.

L’Italia arriva senza grossi problemi anche se la stagione, tra infortuni e quant’altro, è stata tormentata per molte delle azzurre. Le quali, però, adesso sono nel giusto momento di forma, anche perché fino a pochi giorni fa molte sono state impegnato tra campionato (italiano o, nel caso di Laura Spreafico, spagnolo) ed Eurolega. E poi di fatto tutto è un po’ nella memoria del gruppo, perché per undici dodicesimi la squadra è la stessa degli Europei (c’è solo l’ingresso di Martina Kacerik per Stefania Trimboli, cui vanno i migliori auguri raddoppiati, perché l’assenza è dovuta al suo essere incinta).

Si è già visto tante volte anche agli Europei come l’Italia possa avere risorse da chiunque: se non è Zandalasini è il pacchetto piccole, può emergere una Fassina come nella semifinale con il Belgio, e poi c’è l’ormai consolidata esperienza europea dei blocchi di Schio e Venezia. Ci sarà da lavorare proprio per il pacchetto lunghe, ma questa del resto è una delle cose buone dell’ultimo periodo: aver trovato giocatrici che, più vicino a canestro, permettono di sopperire a eventuali giornate no delle piccole. E averne trovate in quantità, potendo così suddividere minuti che si rivelano importanti.

Sia chiaro: in questo torneo l’Italia ha enormi possibilità di andare ai Mondiali. Le ha perché gli USA hanno sì la squadra più forte, ma fanno gara a sé considerando che già hanno il pass iridato. La Spagna è ormai diretta concorrente delle azzurre e per questo si può dire che si contenderà con le italiane il secondo posto nel girone. Porto Rico può configurarsi come la quarta forza davanti a Nuova Zelanda e Senegal. Il momento, però, è quello attuale: c’è da iniziare col piede giusto, perché è vero che di fatto al 99% basta il quarto posto, ma per farselo bastare occorre vincere.

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