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Salto con gli sci, l’Alba di Francesco Cecon. I primi punti segnano l’inizio di una nuova carriera, nella quale bisogna credere

Il fine settimana della Coppa del Mondo di salto con gli sci disputatosi a Lahti ha permesso a Francesco Cecon di marcare i primi punti della carriera nel massimo circuito. Il ventiquattrenne friulano, figlio d’arte, si è attestato al 24° posto nella seconda delle due gare tenute sul trampolino finlandese, fornendo un’impressione convincente.

Non è stato un episodio, poiché l’azzurro ha saltato bene per l’intero weekend. Di conseguenza, ha attirato l’attenzione dei media polacchi. D’altronde, il cognome Cecon è particolarmente pregnante per quanto riguarda il salto con gli sci. Papà Roberto rimane il più grande saltatore italiano di sempre, avendo conseguito svariate affermazioni nel massimo circuito e due medaglie ai Mondiali di volo.

“Ci ho messo parecchio a ottenere i miei primi punti, ma sono contento di esserci finalmente riuscito!” – ha spiegato a skijumping.pl – “Ho attraversato momenti difficili, perché in allenamento mi esprimevo su un livello che non riuscivo a riproporre in gara. Commettevo un errore, quello di chiedere troppo a me stesso, il che non era affatto produttivo. Sicuramente la mia mente era l’ostacolo più alto da scavalcare per ottenere i primi punti.

“A inizio stagione, per come si erano messe le cose, non avrei mai pensato di marcare punti. Ecco perché mi sento particolarmente soddisfatto. Ora non vedo l’ora di andare a Planica, che è una sorta di evento di casa per me. Saranno vicini a dove abito, quindi sarà bello volare su quel trampolino gigantesco”.

Vale la pena di focalizzarsi sulle parole di Cecon, il cui potenziale era unanimemente riconosciuto dagli addetti ai lavori degni di questo nome presenti in Italia. Purtroppo, non sempre queste figure vengono ascoltate, oppure vengono ingaggiate da altri Paesi, proprio perché la loro competenza supera i confini e in questo Paese, se si parla di trampolino, sovente vale il detto “Nemo propheta in patria sua”.

Francesco ha avuto il merito di stringere i denti anche quando tutto sembrava andare a rotoli. Come ha detto, l’ostacolo più alto da superare per marcare punti di Coppa del Mondo era la sua mente. Tuttavia, proprio la sua mente, è stata di capitale importanza per conseguire il primo piazzamento nei trenta nel massimo circuito. Senza la forza di volontà palesata, non ci sarebbe mai riuscito.

Cecon ha 24 anni, essendo venuto al mondo nell’autunno del 2001. È ancora (molto) giovane per gli standard attuali del salto con gli sci. Non dimentichiamoci di come, in tempi recenti, tanti atleti abbiano vissuto – o stiano tutt’ora vivendo – il picco della propria carriera solo dopo aver scavalcato la trentina. Gli esempi si sprecano e non appartengono necessariamente a nazioni top (vedasi lo svizzero Gregor Deschwanden, recente medagliato olimpico).

La carriera di Francesco, quella vera, in cui può sfruttare appieno il proprio potenziale è appena cominciata. L’alba si è vista a Lahti, sabato 7 marzo. Lui è stato bravo a credere in sé stesso. Quanto mostrato in Finlandia dovrebbe convincere anche altri a investire su di lui. Con decisione, perché visti i numeri esigui del nostro movimento, non ci si può permettere di gettare nel cestino i saltatori con nonchalance, come se fossero carta straccia.

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