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Elisa Longo Borghini protagonista, ma la Strade Bianche 2026 è di Elise Chabbey

Elisa Longo Borghini accarezza la possibilità di trionfare per la seconda volta in carriera alla Strade Bianche, ma a trionfare a sorpresa è la svizzera Elise Chabbey (FDJ United-SUEZ). Per la trentaduenne di Ginevra sicuramente è il successo più importante della carriera, il primo in una grande classifica, con l’elvetica che è stata bravissima nel finale ad avere lo spunto migliore sulla polacca Kasia Niewiadoma (Canyon/SRAM zondacrypto) e sulla tedesca Franziska Koch (FDJ United-SUEZ).

Una partenza a ritmi sostenutissimi, ma è solo dopo i primi cinquanta chilometri che la corsa entra davvero nel vivo. Infatti lungo il settore di San Martino in Grania la FDJ United-SUEZ decide di mettersi in testa e spacca completamente il gruppo. In fuga dunque cominciano a trovarsi Demi Vollering, Elisa Chabbey, Léa Curinier e Franziska Koch (FDJ United-SUEZ), Letizia Borghesi (AG Insurance – Soudal Team), Kasia Niewiadoma (CANYON//SRAM zondacrypto), Magdeleine Vallieres e Noemi Rüegg (EF Education-Oatly), Puck Pieterse e Millie Couzens (Fenix-Premier Tech), Shirin Van Anrooij, Lucinda Brand e Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), Liane Lippert (Movistar Team), Josie Nelson (Team Picnic PostNL), Lotte Kopecky (Team SD Worx – Protime), Pauline Ferrand-Prevot, Femke De Vries e Marianne Vos (Team Visma | Lease a Bike), Elisa Longo Borghini, Paula Blasi e Dominika Włodarczyk (UAE Team ADQ).

Ci sono una serie di attacchi, compreso quello di Elise Chabbey e poi anche successivamente di Elisa Longo Borghini. Tutti i tentativi vengono stoppati, ma queste azioni non fanno altro che spaccare ulteriormente il gruppo di coloro che sono in testa. Rimangono dunque in tredici quando si entra nel settore di Montechiaro. Prima di Colle Pinzuto attaccano Elise Chabbey, Elisa Longo Borghini, Marianne Vios, Noemi Rüegg e Niamh Fisher-Black. A quel punto è ancora l’azzurra a provarci e con lei resiste solamente Chabbey, con le due che prendono anche venti secondi di vantaggio sul gruppo. Su di loro però rientrano Kasia Niewiadoma (Canyon/SRAM zondacrypto) e Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech) ed è Chabbey a quel punto ad andare in difficoltà.

Longo Borghini ci prova ancora, ma non riesce a fare la differenza e ai -4 tornano sotto Chabbey, Vos e anche Koch. Parte lo strappo di Santa Caterina ed è una battaglia serratissima. Alla penultima curva, però, Niewadoma si lancia dentro e sembra costruirsi lo spazio giusto per vincere, ma in volata è invece Elise Chabbey ad avere la meglio proprio davanti alla polacca e alla tedesca Koch, con Longo Borghini quarta a soli tre secondi. Da segnalare anche l’ottavo posto di Monica Trinca Colonel.

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