F1, la Ferrari può fare la differenza con la partenza? Il possibile asso nella manica
Le qualifiche di Melbourne hanno emesso i primi verdetti, ribadendo la superiorità prestazionale della Mercedes con un margine ancor più importante rispetto alle aspettative della vigilia. George Russell ha dominato la scena sul circuito cittadino di Albert Park, conquistando la pole position per il Gran Premio d’Australia con quasi tre decimi di vantaggio sul compagno di squadra Kimi Antonelli ma soprattutto oltre sette decimi su tutti gli altri.
Bilancio negativo per la Ferrari, che non ha centrato l’obiettivo di piazzare in seconda fila entrambe le macchine dovendosi accontentare del quarto posto con Charles Leclerc e del settimo con Lewis Hamilton. A preoccupare maggiormente è però il gap dalla W17, infatti il monegasco paga 809 millesimi da Russell mentre il nativo di Stevenage è a quasi 1″.
Uno scenario allarmante per la Rossa, che ha però a disposizione un potenziale asso nella manica in vista della gara. Le simulazioni di long-run effettuate ieri in FP2 non hanno fornito tante indicazioni, se non la consistenza del passo Mercedes, ma uno dei punti di forza della SF-26 dovrebbe essere quello della partenza.
Con le nuove power unit, in cui è assente l’MGU-H, la Scuderia di Maranello sembra aver tratto vantaggio su questo aspetto dalla scelta progettuale di costruire un turbo più piccolo rispetto a quello degli altri motoristi (in primis Mercedes, ma non solo). Le prove effettuate nei test invernali hanno evidenziato una netta supremazia delle macchine motorizzate Ferrari nello spunto allo spegnimento dei semafori, anche se l’introduzione di una novità nella procedura che precede il via del Gran Premio (un avviso di 5 secondi prima dell’accensione delle luci, in modo da favorire l’innalzamento dei giri motore per far funzionare correttamente la turbina) potrebbe consentire alla concorrenza di limitare i danni.

