Tadej Pogacar al debutto stagionale: “Strade Bianche una delle mie corse preferite, spero di essere pronto”
La ventesima edizione delle Strade Bianche ha un solo favorito: Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno fa domani il suo esordio stagionale nella corsa toscana e punta direttamente al poker di vittorie dopo quelle nel 2022, 2024 e 2025. Il campione europeo e del mondo in carica non sembra avere rivali neanche quest’anno, nonostante un percorso meno duro ma sempre spettacolare con quattordici settori di sterrato.
La fame del corridore dell’UAE Team Emirates XRG è insaziabile e l’ennesimo dominio sembra ormai dietro l’angolo. Nessuno, a meno di incredibili sorprese, riuscirà a tenere la ruota del nativo di Klanec nei momenti decisivi della corsa. Lo sloveno ha ormai già scritto la storia delle Strade Bianche e l’intitolazione a suo nome di un cippo nella salita del Colle Pinzuto dimostra l’incredibile rapporto con la corsa italiana.
Pogacar diventa così il secondo corridore, dopo Fabian Cancellara, ad avere un tratto che recita il suo nome nel percorso. Ieri, durante la premiazione, Pogacar ha voluto esprimere tutto il suo affetto per il riconoscimento: “Per me è un onore entrare nella storia di questa corsa, da sempre una delle mie preferite. Vincerla tre volte è stata la realizzazione di tanti sacrifici e spero di essere tra i protagonisti anche sabato, in quello che sarà il mio debutto stagionale”.
“Ho appena fatto una ricognizione che è stata molto dura. Strade Bianche sarà la mia prima gara stagionale, credo e spero di essermi allenato bene e di essere pronto per questa gara. Per me è un vero onore l’intitolazione di un cippo in una corsa che amo tantissimo. Ho splendidi ricordi qui a Siena: la vittoria dello scorso anno è stata fantastica, dopo essere caduto, bellissimo è stato anche il mio primo successo ma io ricordo con estrema soddisfazione pure la prima volta che corsi Strade Bianche. Sono felice di essere qui oggi con la mia squadra e di ricominciare la stagione, darò il meglio di me in corsa”, ha poi concluso Pogacar.

