Flavio Cobolli, contro Tiafoe l’occasione di un altro balzo ad Acapulco
Sera messicana, notte fonda italiana: è questo il destino per chi vorrà seguire Flavio Cobolli nella finale dell’ATP 500 di Acapulco. Il romano avrà dall’altra parte della rete Frances Tiafoe, l’americano che cerca di vincere il suo primo torneo dopo quasi tre anni, e il quarto in linea generale. Peraltro, c’è anche la necessità di invertire una tendenza molto sfavorevole.
Il molto non è tanto legato al fatto che i precedenti dicono 0-2, ma al fatto che tutti e due, tra Delray Beach 2024 e Washington 2025, sono stati netti: 6-4 6-2 in un caso, 6-1 6-4 nell’altro. Ora chiaramente le cose sono diverse ed è anche evoluto lo stesso Cobolli, che dopo una prima parte di anno non congeniale alle sue aspirazioni (spesso non per colpe sue), si è ritrovato a ritrovare un buono smalto sia a Delray Beach (quarti) che, soprattutto, sfruttando le occasioni concesse dal tabellone ad Acapulco.
C’è in palio anche la top 15 in quest’occasione, e sarebbe una cosa eccezionale anche per il tennis italiano. Questo perché, infatti, ci sarebbero tre italiani tra i primi 15 giocatori del mondo. E, oltretutto, a quel punto la posizione numero 12 per Cobolli non sarebbe neppure tanto lontana. Certo, poi c’è un bel salto da fare per arrivare alla top ten, ma le premesse appaiono buone per il capitolino.
Il tutto in una terra che, spesso, ha ispirato anche qualcosa di lontano dal tennis. Già, perché Acapulco è stata d’ispirazione per tanti nel mondo della musica in Italia e non solo. Da noi furono i Ricchi e Poveri e, prima ancora, gli Homo Sapiens, all’estero si conosce “You can’t say no in Acapulco” di Elvis Presley e, appunto, semplicemente Acapulco di Jason Derulo (che cita pure un’ideale Monna Lisa). E chissà se, tra queste onde musicali, Cobolli potrà trovare quella che lo porta in alto in chiave tennistica.

