Federica Brignone: “Se non miglioro, difficile vedermi il prossimo anno. La fame è vincere altre gare”
Federica Brignone sarà protagonista nel weekend di Soldeu, dove andranno in scena tre gare valide per la Coppa del Mondo di sci alpino: si inizierà venerdì 27 febbraio con una discesa libera, poi ci sarà spazio per due superG tra sabato e domenica. La 35enne non ha preso parte alla seconda prova cronometrata odierna e domani sarà in gara basandosi sulle sensazioni riscontrate nel test d’apertura disputato sulle nevi andorrane.
La Campionessa Olimpica di superG e gigante ha fatto un punto della situazione: “Sono stata al J Medical tre giorni, dove abbiamo testato la mia situazione, anche perché io sono uscita dalle Olimpiadi con parecchi problemi. Insieme abbiamo valutato di continuare e venire a Soldeu, Andorra è uno dei miei posti preferiti. Lunedì mi hanno svuotato e infiltrato il ginocchio con acido ialuronico: sto facendo fatica, speravo di stare meglio. Ho parecchio dolore e sto facendo fatica ad appoggiarmi: oggi non mi avete visto in prova e valuterò giorno per giorno. Non deve essere una tortura, ma una cosa sana e fatta per piacere: o mi appoggio bene o non ho intenzione di impiccarmi giù a 130 km/h“.
L’azzurra si è poi soffermata sulle Olimpiadi: “Mi sono resa conto di quello che ho fatto, ho sempre saputo dove fossi. Anche per me è ancora difficile crederci: è già difficile performare quando stai bene, quando stai così è ancora più difficile. Da Kronplatz alle Olimpiadi ho messo gli sci di gigante per tre volte, è incredibile come mi sia fidata del mio feeling e della mia gamba, riuscendo a mettere insieme tutti i pezzi alle Olimpiadi in casa, dove tutti ti aspettano. Per me è veramente incredibile ed è una follia vera, mi sono resa conto e ancora oggi mi sorprendo. Il regalo che posso farmi è stare bene e fare le gare, stare in compagnia senza essere troppo sotto i riflettori“.
La fuoriclasse valdostana ha provato a guardare lontano: “Non sto pensando alla prossima stagione, sto pensando molto giorno per giorno. Il finale di stagione è la parte che mi piace di più, c’è più luce, c’è un’atmosfera più rilassata ed è quello che mi piace. Durante la settimana post olimpica mi sono chiesta dove volessi essere e la risposta era sempre: voglio essere a Soldeu. Mi interessa essere in pista, sciare, è la cosa più divertente che volessi fare, ho lottato così tanto per esserci. Non sto lavorando per la prossima stagione. Sono in fiducia, ma il dolore mi limita, stringo i denti, con l’adrenalina va meglio: è dieci mesi che ho male tutti i giorni e la mia mente sta un po’ rigettando, ma se sto bene so che la mia sciata è sempre competitiva“.
Federica Brignone ha confermato il suo elevato senso agonistico: “Ho ancora fame? Sono una competitiva, mi piace mettermi in gioco, sono venuta qui per questo. La mia fame è sempre stata quella di vedere dove sarei arrivata e provare a superare il mio limite. La mia fame è vincere ancora delle gare, essere ancora competitiva con questa condizione ed è una sfida abbastanza tosta. Tutto dipenderà dal mio stato di salute: se deve diventare una tortura farò fatica, se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno. Se sto bene perché no… Non ho ancora il sentimento che voglio smettere, ma sono stufa di non stare benissimo. A volte mi appoggio e arrivano fitte allucinanti: così non è bello“.
La detentrice della Sfera di Cristallo generale ha ribadito: “Non sto facendo la mia vita normale di sempre, non gioco a tennis, non corro, se scio alla mattina poi zoppico. Ho tenuto duro dieci mesi e sono disposta a tenere duro ancora per un mese se va migliorando e non peggiorando, non riesco a camminare e faccio fatica. Qui sono sotto antinfiammatorio. Sicuramente l’obiettivo a fine stagione è dare riposo alla gamba: non posso togliere la placca perché la tibia non è ancora a posto. Per me la stagione è appena iniziata e il dolore mi fa un po’ passare la voglia. Se mi fermassi adesso non potrei comunque togliere la placca. Il danno è permanente, dovrò conviverci. Con l’andare degli anni migliorerà, ma è un danno per la vita e non è così riparabile“.

