Combinata nordica, i possibili nomi nuovi e le novità dell’Italia verso le Olimpiadi di Annecy 2030
I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sono andati in archivio con un bilancio tutto sommato abbastanza positivo per la Nazionale italiana di combinata nordica, che ha conquistato il secondo miglior risultato di sempre in una rassegna a cinque cerchi grazie al quarto posto in rimonta della coppia formata da Aaron Kostner e Samuel Costa nella Team Sprint.
Alla luce del livello espresso negli ultimi anni si tratta di un exploit davvero notevole per il movimento azzurro, che nella sua storia ha ottenuto una sola medaglia olimpica con Alessandro Pittin a Vancouver 2010. Il settore della combinata nordica maschile (in attesa di capire se in futuro il CIO aprirà la porta anche alle donne) dovrà ripartire però dalla prossima stagione senza due pedine fondamentali, infatti sia Costa che Pittin hanno annunciato il ritiro.
L’obiettivo dell’Italia per il quadriennio olimpico che ci porterà alle Olimpiadi Alpi Francesi 2030 sarà quello di ricostruire una squadra competitiva alle spalle delle superpotenze della disciplina, affidandosi in primis ad un Aaron Kostner (classe 1999, vicino alla top10 quest’anno in Coppa del Mondo a Oberhof) destinato a diventare il faro del gruppo.
Tra i possibili nomi nuovi da affiancare al gardenese nelle prossime stagioni, oltre all’esperto Raffaele Buzzi, ci sono alcuni giovani che non hanno ancora trovato la loro dimensione nel circuito maggiore come Domenico Mariotti (2001), Stefano Radovan (2003) e soprattutto Iacopo Bortolas (2003), campione del mondo juniores ormai tre anni fa. Da seguire con attenzione infine la crescita del diciannovenne Manuel Senoner, prospetto molto interessante.

