Sci alpino maschile, i possibili nomi nuovi dell’Italia verso le Olimpiadi di Annecy 2030. Preoccupano le discipline tecniche
Lo sci alpino ha contribuito con cinque medaglie al meraviglioso bottino dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Due sono arrivate dal settore maschile e sono state anche le prime in assoluto per la spedizione azzurra ai Giochi: l’argento di Giovanni Franzoni ed il bronzo di Dominik Paris in discesa libera. Dopo quella doppietta poi il nulla, con qualche risultato sicuramente amaro (superG e combinata a squadre) e con alcune prestazioni decisamente negative (gigante e slalom).
Pensando al prossimo quadriennio cresce un po’ di preoccupazione per il settore maschile dello sci alpino. Certamente c’è un bel faro che illumina tutto ed è Giovanni Franzoni. Il bresciano ha svoltato la sua carriera in questa incredibile stagione e sarà il punto di riferimento nella velocità, dove è già tra i migliori del mondo. Da capire poi se ci aggiungerà anche il gigante, magari cominciando a far crescere addirittura il sogno di poter competere anche per la classifica generale.
Difficile pensare a chi tra gli uomini-jet azzurri ci sarà ancora tra quattro anni, ma sicuramente le Olimpiadi in Francia sono un obiettivo di Benjamin Jacques Alliod. Sul ventiseienne aostano ci sono sicuramente delle aspettative e può davvero diventare un nome “nuovo” per l’Italia nelle discipline veloci. In questa stagione in discesa libera ha avuto una crescita costante, arrivando fino al quinto posto di Crans Montana e adesso l’obiettivo, sempre difficile, è quello di confermarsi.
Si spera poi nell’esplosione di Max Perathoner e Gregorio Bernardi, due ragazzi che hanno anche collezionato delle medaglie ai Mondiali juniores nel 2024. Entrambi, però, devono fare un importante salto di qualità se vogliono essere competitivi realmente al piano superiore della Coppa del Mondo.
Alex Vinatzer è stata sicuramente la grande delusione delle Olimpiadi. L’altoatesino ha completamente fallito l’appuntamento olimpico, bloccato completamente per sua stessa ammissione dalla pressione del correre in casa. La carta d’identità, però, recita 26 anni e non c’è alcun dubbio che Alex resterà il faro delle discipline tecniche anche in questo quadriennio. Il talento non manca, ma anche in questa stagione è mancata la continuità e soprattutto la sensazione è quella che Vinatzer abbia perso sicurezza gara dopo gara. Serve ritrovarlo assolutamente e sarà il compito principale del neo responsabile tecnico di gigante e slalom dopo le dimissioni di Mauro Pini.
Sicuramente la situazione di gigante e slalom preoccupa notevolmente, perché non sembrano esserci atleti che al momento possono competere per piazzamenti di valore in Coppa del Mondo. Tommaso Saccardi si è messo in luce nello slalom olimpico e anche con dei buoni risultati in Coppa Europa ed è chiamato dalla prossima stagione ad un repentino salto di qualità. Sarebbe fondamentale ritrovare un talento perduto come Filippo Della Vite, visto che ha solo 24 anni e ha già dimostrato di poter essere atleta da Top-10 in Coppa del Mondo prima di entrare in questo vortice negativo da cui non sembra uscirne più. Stefano Pizzato (22 anni) ha ottenuto qualche buon risultato in Coppa Europa, ma per il piano di sopra sembra ancora decisamente presto. C’è davvero tanto lavoro e il 2030 sembra lontano, ma di tempo comunque non c’è molto e bisogna agire in fretta.

