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Ebba Andersson trionfa nella 50 km delle Olimpiadi su Weng. Storica Kaelin, Comarella lontana

A 28 anni arriva la più grande soddisfazione della carriera di Ebba Andersson. Dopo quattro ori mondiali individuali e due di squadra, dopo cinque medaglie olimpiche di cui tre d’argento nel solo 2026, alle Olimpiadi di Milano Cortina arriva per lei la soddisfazione più grande. Medaglia d’oro, quella della 50 km, ottenuta dopo una gara tutta all’attacco: successo indiscutibile nell’ultimo giorno al Lago di Tesero.

Non passano dieci minuti dall’inizio che sono già in due, dopo una veloce selezione, a prendere la via del tentativo di fuga: Andersson e Weng, con Diggins, Stadlober e Slind a breve distanza e il duo finlandese Niskanen-Matintalo a breve distanza. Rientrano poi Diggins e Stadlober. Per le altre le speranze spariscono rapidamente.

Presto si capisce che quelle davvero in grado di spingere sono due: Andersson e Weng: dopo 8 chilometri si stacca Diggins e Stadlober fa molta fatica a tenere il ritmo, restando comunque a sette secondi. Dopo meno di mezz’ora un primo colpo di scena: Slind, che si trovava nel secondo gruppo con le finlandesi, si ferma e deve ritirarsi. Nel frattempo il duo di testa allunga ancora, quasi dichiarando la proprietà dei primi due posti.

Alle spalle delle due di testa Fosnaes e Niskanen staccano Diggins, la quale è tra le prime a cambiare gli sci, salvo però cadere immediatamente dopo il cambio. In testa nulla cambia, mentre Stadlober continua ad avere una ventina di secondi sul duo Fosnaes-Niskanen. Fino a poco oltre un’ora di gara la situazione rimane del tutto cristallizzata, poi cambia qualcosa perché Diggins appare in ripresa e, all’approcciarsi della metà gara, si rimette assieme a Kaelin all’inseguimento del duo Niskanen-Fosnaes, che a sua volta è sempre più vicino a Stadlober. Il tutto mentre le due leader accumulano quasi due minuti di vantaggio.

Al km 28.8 Weng e Andersson cambiano gli sci, ma la svedese è un’altra delle vittime delle scioline fredde: cade subito, salvo poi rialzarsi prontamente. La vera notizia, però, è dietro: il gruppo inseguitore è diventato di cinque unità, cioè Diggins, Fosnaes, Niskanen, Kaelin e Stadlober. Prova ad andarsene l’americana, Fosnaes cambia gli sci a differenza delle altre mentre, zitta zitta, Anna Comarella entra nelle prime 15.

Proprio al 30° chilometro comincia il forcing di Andersson, che decide di agire e lasciare sul posto Weng per andare a caccia dell’oro. Il tutto mentre Diggins viene rapidamente riassorbita dalle altre quattro. E se davanti Andersson guadagna i suoi 30 secondi, dietro rallentano abbastanza da finire a quattro minuti di distacco: la situazione è questa a 14 km dalla fine. Nel frattempo si ritira Matintalo, che era stata protagonista all’inizio. In avvicinamento all’ultimo giro al quintetto delle terze si avvicina molto la polacca Eliza Rucka-Michalek, che arriva a vedere quel gruppo che sa di medaglia a 15 secondi.

15 secondi che, poi, diventano meno: è ormai la rincorsa di Rucka-Michalek al gruppo del bronzo il tema principale di una gara che, per le prime due posizioni, è ormai cristallizzata. Quando l’aggancio pare vicino, ecco che Niskanen cerca di aumentare un po’ il ritmo, senza che questo le permetta di staccare le compagne di viaggio. Questo, però, non ferma la polacca: a meno di 5 km dal traguardo la rimonta è completata e sono in sei a lottare per il bronzo.

Quello che succede davanti, intanto, è ormai noto da tempo: Andersson va a prendersi l’applauso delle tribune per una vittoria che arriva in 2:16’28″2, prima di stendersi sulla neve, stremata (come poi saranno tutte al traguardo). E mentre Heidi Weng taglia il traguardo per l’argento a 2’15″3, accolta da un’Andersson già avvolta nella bandiera svedese con tanto di abbraccio e doppio high five, dietro si muovono le acque con Kaelin che è la prima a cercare di scompaginare le carte, fatto che ha il solo effetto di staccare di nuovo Rucka-Michalek, evidentemente provata dalla fatica.

Kaelin tenta un secondo affondo, e questa volta con lei rimangono solo Fosnaes e Diggins quando si approccia l’ultima salita. L’elvetica piazza un’altra accelerazione, che questa volta lascia indietro la norvegese e l’americana. E per Nadja Kaelin è storia: la prima medaglia elvetica individuale femminile nello sci di fondo a 6’41″5 da Andersson. Resta a 6’43″9 Kristine Austgulen Fosnaes per la Norvegia, mentre Jessie Diggins chiude a 6’46″4. Sesto e settimo posto per Teresa Stadlober in quota Austria a 6’55″7, settimo a 6’59” per Kerttu Niskanen in quota Finlandia. E quanto alla più volte citata Rucka-Michalek, per la polacca è comunque quasi eroico ottavo posto a 7’19″4.

Per tutte le altre i distacchi sono enormi: riescono a chiudere in top ten la tedesca Katharina Hennig Dotzler a 8’48″2 e la svedese Emma Ribom a 8’50″4. L’unica italiana in gara, Anna Comarella, va a concludere al 17° posto con un ritardo di 14’33″2. Infine, l’ultima fatica della finlandese Krista Parmakoski si chiude con il 22° posto a 17’10″3. Non partite Frida Karlsson e Jonna Sundling tra le svedesi, come neppure la tedesca Katherine Sauerbrey e la francese Julie Pierrel.

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