Speed skating, Andrea Giovannini in finale con convinzione nella mass start alle Olimpiadi. Eliminato Di Stefano
Ultima giornata di gare al Milano Speed Skating Stadium, la casa del pattinaggio velocità pista lunga delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. A calare il sipario sul programma a Cinque Cerchi dello speed skating sono le mass start, con le prove maschili ad aprire il quadro finale attraverso le due semifinali. Sull’anello di ghiaccio meneghino, per l’Italia, il bilancio è stato fatto di luci e ombre.
Andrea Giovannini ha gestito la propria heat con grande autorevolezza, mettendo in mostra un’eccellente condizione fisica e, soprattutto, una lettura della gara estremamente lucida. Nella prova più tattica e situazionale dell’intera disciplina, il trentino ha saputo valorizzare al meglio le proprie qualità, conquistando senza affanni la qualificazione al penultimo atto con il quarto posto della graduatoria. Davanti a lui si sono classificati il francese Timothy Lobineaud, il cinese Yu Wu e l’olandese Stijn Van De Bunt.
In finale, insieme all’azzurro, ci saranno anche nomi di primissimo piano: dal campione olimpico in carica Bart Swings al ceco Metoděj Jílek (campione olimpico dei 10000 metri), passando per l’americano Jordan Stolz (oro nei 500 e nei 1000 metri in questa sede) e l’olandese Jorrit Bergsma, tutti tra i protagonisti più attesi dell’atto conclusivo.
Si profila dunque una finale di altissimo livello, dalla quale sono rimasti esclusi il polacco Vladimir Semirunniy e Daniele Di Stefano. Quest’ultimo non è stato in grado di gestire al meglio il calcolo degli abbuoni nei giri intermedi ed è finito per essere il primo degli esclusi: una vera beffa per il pattinatore italiano.
A partire dalle 16:40 è atteso un atto conclusivo estremamente combattuto nella lotta per le medaglie. Giovannini, forte del titolo mondiale dell’anno passato, darà tutto, ma il contesto si presenta altamente qualificato: atleti come Stolz, Jílek e Lobineaud potrebbero tentare anche un’azione in solitaria, facendo leva sulle loro riconosciute doti di fondo.

