Simone Deromedis nel mito dello sport italiano! Campione del mondo ed olimpico a 25 anni! Resta una perla per la Tripla Corona
Semplicemente è stato il più forte in assoluto, senza mezzi termine, senza discussioni. Inarrivabile, irraggiungibile, ineguagliabile. Dominatore totale, capace di inscenare una prestazione di forza, di manifestare una superiorità schiacciante. Un oro più che meritato, senza troppi fronzoli, senza colpi di fortuna, senza episodi accidentali: oggi Simone Deromedis ha dimostrato in maniera evidente, chiara, cristallina chi è il padrone dello skicross.
Un fulmine in partenza, una forza muscolare bruta nel superare le strutture iniziali, una capacità superlativa nel domare i dossi e le ondulazioni del terreno, una lettura tattica encomiabile nell’approcciare la prima lenta curva e di piazzare la giusta azione in uscita. Sapeva che doveva partire forte e poi controllare la situazione. Detto, fatto. Il trentino ha replicato il copione per quattro turni di fila, non in maniera occasionale, a ulteriore riprova di quanto sia stato magistrale sulle nevi di Livigno.
Dopo il quinto posto ai Giochi di Pechino 2022, il 25enne è diventato un mito assoluto dello sport italiano nel giro di trentasei mesi: nel 2023 si laureò Campione del Mondo in Georgia, oggi ha fatto saltare il banco alle Olimpiadi di Milano Torino 2026. Prima di questa apoteosi sulle nevi di Livigno, l’Italia non aveva mai conquistato una medaglia d’oro nello sci freestyle ai Giochi: la firma della volta che non si scorda mai sarà sempre di Simone Deromedis, che arriva sei giorni dopo il bronzo di Flora Tabanelli nel Big Air.
A 25 anni si è preso (quasi) tutto, in uno sport dove il Bel Paese non vantava una grande storia e dove i risultati avevano sempre latitato. L’arrivo sulla scena mondiale di Simone Deromedis ha regalato un oro a cinque cerchi, un oro iridato e sette affermazioni in Coppa del Mondo (l’ultima tre settimane fa in Val di Fassa, l’ultima gara prima della pausa per lasciare lo spazio all’evento più importante del quadriennio). Già, il massimo circuito internazionale itinerante: la Sfera di Cristallo è l’unico trofeo che manca all’appello.
Lo scorso anno l’azzurro era in piena lotta per alzarla al cielo, poi un infortunio lo ha limitato sul finale di stagione e non è riuscito ad andare oltre la seconda posizione. Attualmente occupa la seconda piazza, con un distacco di 133 punti dal canadese Reece Howden, oggi eliminato ai quarti di finale grazie a un eccellente lavoro di squadra studiato dai padroni di casa.
All’appello mancano sette gare: il distacco non è incolmabile, ma bisogna davvero rimboccarsi le maniche e dimostrare lo stesso strapotere ammirato oggi. Altrimenti occorrerà rimandare l’appuntamento per il primo uomo italiano a conquistare un oro olimpico in solitaria, senza supporto di compagni e compagne di squadra, dopo addirittura sedici anni: l’ultimo a riuscirci fu Giuliano Razzoli nello slalom di sci alpino a Vancouver 2010.

