Ivo Pertile: “Bellissima gara a squadre della combinata nordica”. E sul salto: “Risultati in linea con l’andamento stagionale”
Tempo di bilanci per salto con gli sci e combinata nordica alla fine delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Li mette insieme Ivo Pertile, il direttore tecnico delle squadre azzurre di queste due discipline sportive. Risultati nel salto attesi, con buone punte di ritrovamento di Giovanni Bresadola, e poi il picco della combinata nordica nella gara a squadre.
Il dt azzurro, chiamato ai microfoni della Rai, si sofferma in particolare, inizialmente, sul rendimento del salto con gli sci: “Per il salto ci sono stati dei buoni risultati, in linea con l’andamento della stagione. Il migliore è stato il 13° posto di Annika Sieff sul trampolino grande, dove si è qualificata alla seconda serie anche Martina Zanitzer, una ragazza promettente che quest’anno sta crescendo molto. Sul trampolino normale Annika è arrivata 19a. Sono dei buoni risultati: per risalire a uno migliore bisogna andare a Sochi 2014 quando Evelyn Insam, sorella di Alex, arrivò quinta. Non siamo ancora vicinissimi al vertice, speriamo di poterci avvicinare di più, ma il risultato è stato sicuramente positivo“.
Poi arriva il momento del settore maschile: “Al maschile è stata una stagione difficile, in Coppa del Mondo abbiamo fatto molta fatica. Giovanni Bresadola, che rientrava dopo 13 mesi di inattività per la rottura del legamento crociato nelle finali di Coppa del Mondo di Planica, ha ripreso il ritmo ed è stato bravo a finire 19° nella gara dal trampolino piccolo. Anche qui per tornare a un risultato migliore per l’Italia dobbiamo tornare ai Mondiali 2011 con il 12° posto di Sebastian Colloredo. Da questo punto di vista, anche se è chiaro che c’è da fare, i numeri dicono che i ragazzi si sono comportati bene“.
Il discorso si sposta poi sulla competizione che avrebbe potuto vedere l’Italia nella finale: “Gara a squadre: 10° posto agrodolce, perché c’erano 11 punti alla fine della prima serie dalla sesta alla decima e noi siamo arrivati decimi. Un paio di atleti hanno lasciato un po’ del loro potenziale, altrimenti avremmo potuto essere tra il sesto e l’ottavo posto e sarebbe stato bello poter arrivare alla finale. Comunque prestazione solida anche se è mancato il picco“.
Quale futuro per il salto tricolore: “Ora la cosa più importante sarà sedersi e fare riflessioni profonde. Prima cosa: ampiezza della base, relativamente ristretta. In parte è normale, c’è una selezione precoce fin da piccoli, dall’altra i numeri ci dicono che dobbiamo mettere come priorità numero uno quella di far procedere l’attività degli atleti di alto livello e come numero due il reclutamento, perché senza la base ampia anche se si lavora bene magari a un atleta manca una caratteristica, a un altro un’altra e non si riesce a raggiungere la cima“.
Poi Pertile fa il punto anche sulla combinata nordica: “Gara bellissima da un punto di vista emozionale, resterà uno dei punti più alti della nostra combinata dopo la medaglia di Pittin a Vancouver 2010. I ragazzi hanno dato tutto quello che avevano: sapevamo che, con una pista dura e condizioni proibitive, i nostri sono molto solidi sul fondo anche grazie al grande lavoro dello staff. Da quel punto di vista sono riusciti a progredire arrivando ai piedi del podio. Anche qui il piccolo rammarico è che se avessimo avuto qualcosa in più sul trampolino forse si sarebbe riusciti ad avere una medaglia, ma esserci arrivati vicini è un risultato di valore. C’era stato un quarto posto nel 2015, ma nel format a squadre siamo arrivati a un passo dalla medaglia e quindi questo è sicuramente positivo. Rimane il dispiacere, ma dall’altra parte è stata una grande prestazione: i ragazzi ci hanno creduto e sono riusciti a fare del loro meglio ottenendo un risultato molto valido“.
Tra Alessandro Pittin e l’evoluzione dei giovani: “A Vancouver è stata una gioia incredibile vedere Alessandro vincere una medaglia. E anche vederlo gareggiare qui, alla sesta Olimpiade, chiudere quel cerchio iniziato in Italia… ha combattuto per poterci essere, è stato bello poterlo vedere. Dietro abbiamo qualche ragazzo promettente. Jacopo Bortolas ha vinto il Mondiale juniores tre anni fa, poi ha avuto un po’ di traversie nella crescita e, purtroppo, quest’anno ha iniziato a performare bene facendo diversi podi in Coppa Continentale, ma quando era già tempo di periodo olimpico. Anche qui se non c’è un po’ di ricambio dietro dovremo quadrare bene le cose da un punto di vista tecnico, inquadrare bene le aree di crescita. Nel lungo termine una delle cose più importanti sarà sfruttare questi nuovi trampolini per cercare di ampliare il numero di praticanti e far crescere il livello generale del movimento“.
Un tema importante, e sollevato da parecchie combinatiste, è la mancanza del settore femminile: “Sicuramente è un peccato non aver potuto avere le ragazze al via. Noi come Italia avevamo un bel gruppo che stava crescendo in maniera solida. Annika Sieff praticava la combinata fino alla decisione del CIO, aveva fatto anche diversi podi in Coppa del Mondo. Penso sia stato molto importante che sia venuta la presidente del CIO a vedere la prima gara, che ci sia stata una delegazione del CIO nella seconda. C’è stata una buona presenza di pubblico, gare molto combattute, che era il punto su cui il CIO aveva mosso perplessità. Il maschile per fortuna è rimasto nel programma. Sono moderatamente ottimista che, con i segnali visti in questo periodo e l’intensità delle gare spettacolari, la FIS ha cercato di reagire facendo il massimo assieme alle nazioni. Sono fiducioso, spero che si possa aprire quest’ultima porta rimasta chiusa: è l’unica disciplina a non avere la parità dei sessi“.

