Pattinaggio artistico: Sakamoto vuole coronare la carriera, ma occhio a Petrosian. Gutmann per chiudere bene l’Olimpiade
Un ultimo atto che può rivelare sorprese. Questa sera calerà il sipario sulle prove di pattinaggio artistico alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Per l’occasione assisteremo probabilmente ad una gara molto nervosa, con almeno cinque pretendenti che lotteranno per ottenere una medaglia.
Partiamo dalle certezze. Sarebbe clamoroso non vedere (almeno) un’atleta giapponese sul podio. Dopo il corto a guidare le operazioni ci sono infatti la giovanissima Ami Nakai e la veterana leader del movimento nipponico (e non) Kaori Sakamoto. Inutile dire che parte della posta in gioco si basa sul rendimento di queste due pattinatrici. Solitamente la classe 2008 è solita commettere qualche passaggio a vuoto nel segmento più lungo, fattore che metterà ulteriormente pressione alla medaglia di bronzo di Pechino 2022, invece capace di ottenere punti preziosi grazie al suo pattinaggio intriso di pulizia e qualità.
Se lo sport fosse soltanto una questione di merito, allora l’oro olimpico dovrebbe andare di diritto proprio a Sakamoto, stella che ha saputo crescere passo dopo passo, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, migliorando sempre di più le sue abilità, variando musiche e stili mettendo sempre al primo piano la propria personalità. Ma sappiamo benissimo che la competizione può premiare chiunque, atleti meritevoli o meno, clamorose sorprese ed outisder. In tal senso, la detentrice del titolo iridato Alysa Liu giocherà le sue fiches facendo perno come sempre sul suo ridurre al minimo gli errori, guadagnando terreno anche con le components. Ma oltre all’altra giapponese Mone Chiba, il profilo da tenere maggiormente sott’occhio dovrebbe essere quello di Adeliia Petrosian.
La russa, in questi Giochi Olimpici ammessa come atleta neutrale, è reduce da un corto in cui si è accomodata al quinto posto con una distanza di appena due punti dal podio. L’allieva di Eteri Tutberidze – a questo giro seguita per via ufficiali dal solo Daniil Gleikhengauz – sembra avere le armi in faretra per fare male grazie ad elementi come il quadruplo toeloop, salto che secondo alcuni potrebbe essere atterrato sia singolarmente che in combinazione, spostando così gli equilibri.
Per l’Italia tenterà di dire la sua una Lara Naki Gutmann ferita nell’orgoglio. La trentina infatti per via di un passaggio a vuoto nel lutz ha chiuso il corto al diciottesimo posto. Appare evidente dunque che il suo obiettivo sia quello di scalare quante più posizioni possibili e ben figurare davanti al proprio pubblico.

